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Tesoretto

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Tesoretto: il Parlamento ha deciso che farne

Il Parlamento ha approvato la legge per gestire il surplus fiscale. Pochi trasferimenti, interessate le pensioni minime. Accolte alcune richieste  sugli Studi di settore

Finalmente il Parlamento ha approvato  come e quando verrà impiegato il cosiddetto Tesoretto.

Ecco dunque, riassunti di seguito le voci di “destinazione” del surplus fiscale – questo il termine non ancora del tutto preciso ma ben più realistico del fiabesco tesoretto – che il Governo si è trovato a gestire. Va ricordato che nell’iter parlamentare  non sono mancati  emendamenti e quindi alcuni “aggiustamenti” alle iniziali proposte dell’Esecutivo.

 

Disposizioni fiscali

Studi di settore

Come noto (si veda la nota informativa n. 56 del 10 luglio 2007), in seguito ai confronti con le Organizzazioni di categoria, nel corso dei quali sono stati evidenziati i profili critici delle disposizioni sugli indicatori di normalità economica (INE) per il 2006, il Vice Ministro Visco ha emanato il D.M. 4 luglio 2007, modificativo del D.M. 20 marzo 2007, concernente l’approvazione dei predetti indicatori.

 

In particolare, in base all’art. 1 del decreto 4 luglio 2007 il contribuente sarà considerato “congruo” per lo studio di settore relativo, se i ricavi o compensi dichiarati anche per effetto dell’adeguamento in dichiarazione, sono pari o superiori al maggiore tra  due valori di riferimento:

 

livello minimo risultante dall’applicazione degli studi di settore, tenendo conto delle risultanze degli INE;

 

livello puntuale di riferimento derivante da studi di settore senza tener conto degli INE.

 

Inoltre, viene stabilito che se il contribuente dichiara ricavi o compensi (anche per effetto dell'adeguamento in dichiarazione) in misura non inferiore al maggiore dei predetti livelli, l'accertamento presuntivo (art. 39, comma 1, lettera d), secondo periodo, del D.P.R. n. 600 del 1973, e art. 54, comma 2, ultimo periodo, del D.P.R. n. 633 del 1972), potrà essere effettuato solo nel caso in cui:

 

l'ammontare delle attività non dichiarate, derivante dalla ricostruzione di tipo presuntivo, sia superiore al 40% dell'ammontare dei ricavi/compensi dichiarati;

ovvero l'ammontare delle attività non dichiarate, derivante dalla ricostruzione presuntiva, supera, in valore assoluto, 50.000 euro.

 

Mediante il comma 3-bis, aggiunto in sede di conversione all’art. 15 del DL n. 81, il Vice Ministro Visco ha tradotto in disposizioni legislative la restante parte degli accordi raggiunti con le Associazioni di categoria.

In particolare, in caso di indicazione di ricavi inferiore a quelli desumibili dagli indicatori, il contribuente è escluso dall’accertamento automatico. Inoltre, se l’amministrazione finanziaria vuole comunque procedere ad accertamento è tenuta a provare gli scostamenti riscontrati.

In altri termini, l’Agenzia non potrà, in caso di accertamento, limitarsi ad indicare lo scostamento dal livello di normalità dei ricavi, lasciando al contribuente l’onere di provarne l’infondatezza, ma dovrà, al contrario, fornire la prova dell’attendibilità delle risultanze del criterio di ricostruzione dei ricavi adottato.

 

Elenco clienti e fornitori

 

La legge stabilisce ora che, per gli anni 2006 e 2007, dovranno essere trasmessi unicamente i dati dei clienti con partita IVA e potrà essere indicata la sola partita IVA del soggetto cliente o fornitore (senza dunque l’indicazione del codice fiscale).

Inoltre, sono escluse dall’obbligo della comunicazione le informazioni relative a:

 

fatture di importo inferiore a 154,94 euro registrate cumulativamente;

fatture per le quali non è prevista la registrazione ai fini IVA;

fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi;

note di variazione riferite ad anni precedenti.

 

Per l’anno d’imposta 2006, i soggetti in contabilità semplificata sono esonerati dall’obbligo dell’elenco clienti e fornitori. Inoltre, viene prevista l’emanazione (entro 30 gg. dalla conversione in legge del DL n. 81) di un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in cui individuare le modalità ed i termini di semplificazione, sempre a favore dei soggetti in contabilità semplificata, per le operazione del periodo d’imposta 2007.


 
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