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Ambiente & Rifiuti

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Rifiuti, scarichi ed emissioni: le proposte
di Confcommercio

Il Manifesto sull'Ambiente di Confcommercio. Migliori norme su asporto rifiuti,  servizi idrici e fognari e tasse coerenti con le dimensioni dell'utenza e con gli effettivi volumi prodotti e o consumati

Leggi il Manifesto Ambientale di Confcommercio: le proposte per pagare meno, meglio con servizi di qualità

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Il Manifesto sull'Ambiente con le proposte di Confcommercio (545.82 KB)

 

Ogni anno le imprese interessate dall’iter gestionale dei rifiuti devono compilare tre milioni di moduli, impiegando 50 milioni di ore di lavoro e spendendo oltre 800 milioni di euro. Il costo medio annuo per adempimenti burocratici ambientali è di oltre 15mila euro. Una situazione frutto soprattutto di una legislazione complessa, farraginosa e non chiara e quindi e difficilmente applicabile.

Per superare questo stato di fatto, per altro condannato dalla stessa Commissione dell’Unione europea, occorre che le disposizioni del cosiddetto Testo Ambientale,ovvero il D. Lgs 152/2006, entrato in vigore però proprio il 29 aprile 2007, siano a dir poco rivoluzionarie rispetto alla struttura legislativa ora vigente.

E la nuova normativa, infatti, presenta numerosi problemi di carattere conoscitivo, interpretativo ed  applicativo, visto che sono previsti circa 110 decreti attuativi per la completa messa a regime della riforma. E’ per questo che Confcommercio, avvalendosi dei contributi di idee ed esperienze dell’intero sistema associativo — compresa la nostra Unione C.T.S. Provinciale ha - ha predisposto il “Manifesto per una nuova politica ambientale” che contiene gli indirizzi di intervento sia per la revisione, la modifica o l’integrazione della normativa di settore, che per la corretta predisposizione dei decreti attuativi.

Ambiente e Gestione rifiuti: più attenzione alle esigenze della piccola impresa, più coerenza  tra servizi resi, costi relativi e natura e dimensione dell'utenza. E' il principio ispiratore del lavoro che il Comitato tecnico per le Politiche Ambientali di Confcommercio ha seguito per elabore gli emendamenti al decreto legislativo, nato con il Governo Berlusconi ma profondamente rivisto, sotto il Governo Prodi, dal Ministro Pecoraro Scanio.

Non solo una metodologia di calcolo delle tariffe per l’asporto dei rifiuti che rispondano in modo adeguato alle dimensioni dell’impresa e alla sua reale e misurabile capacità di produrre rifiuti, ma anche una partecipazione diretta nei luoghi  e nelle istituzioni dove si decidono tariffe e parametri.

Confcommercio, grazie anche all’intervento dell’Unione di Venezia che se ne fatta promotrice in seno al Comitato Tecnico nazionale per le politiche Ambientali, ha presentato al Ministero dell’Ambiente la richiesta che il Testo Unico preveda una partecipazione  in seno agli organi direttivi degli ATO, le Autorità d’Ambito Omogeneo (nel testo originario  sorta di consorzi formati da Provincia e Comuni del territorio incluso nell’Ambito) che, contrariamente a quanto accade oggi, andranno a definire  tariffe delle utenze  asporto rifiuti e servici idrici nonché gli investimenti infratsrutturali delle aziende di gestione.

Si tratterebbe, se l’emendamento sarà recepito dal Governo, di un passaggio importantissimo e strategico soprattutto per la nostra realtà che vede l’ATO corrispondere al territorio e ai Comuni in esso individuati della Provincia di Venezia.

Nel documento sono evidenziate le priorità necessarie per una nuova politica ambientale che sia rispettosa della salvaguardia del patrimonio esistente, ma al tempo stesso compatibile con le esigenze della produzione, del commercio e del consumo.

Il Manifesto analizza numerose e complesse problematiche: dalla nozione di rifiuto alla semplificazione nella tenuta dei registri di carico e scarico; dall’ottimizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti allo snellimento delle modalità di iscrizione all’Albo Gestori. Le proposte sono davvero numerose e puntuali. Solo per citare alcuni esempi, si suggerisce l’abrogazione dell’obbligo di vidimazione per i registri di carico e scarico dei rifiuti e del certificato di avvenuto smaltimento; il riconoscimento di uno status privilegiato alle aziende certificate ISO 14000 o EMAS o insignite del marchio Ecolabel; l’estensione agli automercati della possibilità di ritiro dei veicoli fuori uso; la costituzione di un consorzio obbligatorio unico per la gestione delle batterie e degli oli esausti.


 
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