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FIPE: Assemblea 2007

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FIPE: Assemblea'07

Prospettive e suggerimenti per il rilancio dell'economia e dei consumi e per un approccio efficace a tutela della sicurezza stradale 

La 62° Assemblea della Fipe-Confcommercio ha visto la partecipazione tra gli ospiti del vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Nel corso dell’evento sono state presentate le ricerche a cura del Presidente Eurisko, Giuseppe Minoia  " I pubblici esercizi e l’immigrazione " e dell'economista Geminello Alvi “ La casa fuori casa” .

Nel suo intervento di apertura il presidente della Fipe Lino Enrico Stoppani ha evidenziato come si debba “ promuovere ogni iniziativa idonea a ridurre gli oneri che gravano sulle aziende in relazione al costo del lavoro, nonché introdurre forme di  defiscalizzazione di alcune componenti del salario e dei nuovi  aumenti contrattuali”.

Stoppani ha poi rivolto l'attenzione anche agli Studi di Settore: settore: “ Mi pare che sia proprio l'amministrazione finanziaria a non avere le idee chiare a tal proposito " - ha detto -  “ Siamo i primi - ha proseguito Stoppani - a sostenere la lotta ad evasione ed elusione, riteniamo però inutile, strumentale e dannoso infossare la questione della lotta all'evasione in termini di categorie sociali ”. Evasione ed elusione sono patologie che alterano le regole  della corretta concorrenza anche al nostro interno, nei confronti di quelle imprese cioe', che rappresentano la maggioranza, che fanno il proprio dovere ”.

Il presidente Fipe ha ricordato che “ la dimensione del nero e del sommerso (17% del Pil secondo l'Istat) conferma che l'evasione e' un fenomeno che investe tutto il Paese ”.

E' inutile — ha aggiunto Stoppani - enfatizzare la vicenda degli scontrini e  delle ricevute fiscali, insistendo sulla sanzione accessoria, la  chiusura dell'esercizio, spesso sproporzionata rispetto alla  mancanza, cioè la violazione contestata, ma non ancora  definitivamente accertata. E' senz'altro comodo e facile concentrare l'azione ispettiva controllando chi  è più esposto con le sue vetrine sulla strada, rispetto a chi può far ricorso agli strumenti sofisticati dell'elusione  fiscale, i cui controlli sono decisamente più complicati e di  minor successo ”.

 

Sul problema della sicurezza stradale, il Presidente Stoppani ha dichiarato che è " meglio la patente a punti che gli orari di chiusura. Riteniamo più efficace lo Stato che fornisce etilometri e fa i  controlli sulle strade piuttosto che, nell'era delle  liberalizzazioni, quello che impone ai locali un orario di chiusura per legge ”.

L’impegno dei  pubblici esercizi - ha ricordato Stoppani - è stato riconosciuto anche dai ministri dell'Interno e delle Politiche Giovanili e Attivita' Sportive con i quali abbiamo  costruito e sottoscritto un codice etico di autoregolamentazione  per la sicurezza stradale. L'accordo e' importante nel merito e  nel metodo ”.

Infine dalle ricerche presentate emerge che  un esercizio su quattro ha dipendenti stranieri

In Italia il 26% dei pubblici esercizi (il 35% dei ristoranti e delle pizzerie e il 16% dei bar e dei pub) dichiara di avere personale straniero, ma un 40% degli esercenti continua a sospettare che il fenomeno non sia del tutto gradito ai clienti

Percentuale che sale al 48% tra chi non ha dipendenti di altre nazionalita'.

Sempre secondo la ricerca, il 41% dei pubblici esercizi vivono come "un fatto ormai naturale" la presenza di questa nuova forza lavoro ma tra quanti collegano ad essa cambiamenti per il proprio settore i giudizi negativi superano quelli positivi (33% contro 24%).

Ma chi ha avuto esperienza ad avere collaboratoristranieri sa che gli aspetti positivi ci sono e valuta il personale straniero in modo piu' razionale.

Cosi', se pure il 69% degli esercenti ritiene che ormai i clienti abbiano fatto l'abitudine a questo fenomeno, un 40% continua a sospettare che non sia cosa del tutto gradita ai clienti: il timore e' che la clientela - piu' quella dei bar che non quella dei ristoranti - possa fidarsi meno e avere piu' remore verso il locale.


 
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