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Buona Vacanza

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Buoni Vacanza: da oggi
è possibile provarli!

Vantaggi per operatori, turisti ma anche nel miglioramento delle relazioni tra lavoratore ed azienda 

I buoni vacanza sono un sistema di incentivazione delle vacanze già collaudato in vari paesi europei. In pratica, si tratta di un documento di legittimazione, sulla falsariga dei buoni pasto, da utilizzare presso la rete di imprese che aderiscono al sistema attraverso specifiche convenzioni e che si impegnano ad erogare servizi turistici con standard qualitativi e condizioni di prezzo definiti.

 

In Europa

In Francia i buoni vacanza operano dal 1982 tramite l’Agenzia nazionale Cheques Vacances con un notevole giro d’affari: nel 2004 il valore dei buoni emessi è stato pari a 908 milioni di euro e ne hanno beneficiato 6,3 milioni di persone. In Svizzera, la cassa di viaggio, cooperativa fondata nel 1939, ha emesso nel 2004 buoni vacanza per 343,4 milioni di euro, utilizzati da un quarto della popolazione elvetica.

 

In Italia

In questo campo siamo purtroppo ancora indietro. Di fatto, la Legge 135/2001 che ha istituito il Fondo di rotazione per il prestito ed il risparmio turistico ne ha previsto espressamente il collegamento con un sistema gestito a livello nazionale da associazioni no-profit, associazioni di imprese turistiche, istituzioni bancarie e finanziarie.  Questa disposizione, però, al momento non può essere applicata dato che il finanziamento del sistema dei buoni vacanza è condizionato alla trasformazione del fondo di rotazione in un fondo di sostegno.

In attesa che venga risolto il corto circuito creato a livello legislativo, è intanto partita la fase di sperimentazione. La Federazione del Turismo sociale (Fitus) e l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, hanno infatti costituito l’associazione no-profit “Buoni Vacanze Italia — BVI”, che vede anche la partecipazione di Federalberghi e la dichiarazione di adesione di Banca Intesa-San Paolo tramite la firma di un’apposita convenzione per la gestione finanziaria del sistema BVI. A breve è, peraltro, prevista anche la partecipazione di Confturismo e si sta, inoltre, valutando l’apertura di BVI a tutte le categorie e associazioni interessate ad entrare nel sistema.

 

I vantaggi per i clienti e le categorie economiche

L’operatività dei buoni vacanza anche nel nostro Paese creerebbe un’innegabile serie di vantaggi al settore turistico. Innanzitutto, si faciliterebbe l’accesso al turismo per le famiglie, i giovani, gli anziani, i disabili e si darebbe la possibilità a ben il 45% di italiani, che attualmente non può permetterselo, di andare in vacanza. In secondo luogo, i buoni vacanza favorirebbero uno sviluppo più armonico del turismo nazionale, in termini di riequilibrio dei flussi turistici tra il Nord e il Sud del Paese, e sosterebbero allo stesso tempo la domanda turistica, soprattutto nella bassa stagione. Infine, questo strumento sarebbe in grado di spingere, anche sul piano fiscale, verso politiche favorevoli al consumo turistico, così come di collegare lo strumento italiano a quelli esistenti negli altri Paesi per rafforzare l’interscambio Italia-Europa e dar vita ad un sistema di buoni vacanza spendibili nei vari paesi europei, cosa che oggi non è ancora possibile.

 

E migliora anche il clima aziendale!

Notevoli, inoltre, i vantaggi anche per le categorie interessate. Gli utilizzatori dei buoni avrebbero, infatti, la possibilità di accedere più facilmente a vacanze e viaggi, “spalmati” nel tempo e a costi più contenuti, e con maggiori garanzie in termini di qualità. Gli enti pubblici spenderebbero velocemente i fondi destinati a vacanze e cure climatiche per particolari categorie disagiate, senza le lungaggini delle gare d’appalto dei servizi, lasciando la scelta finale al beneficiario della vacanza, sempre nell’ambito di un elevato standard di qualità.

 

Di questo sistema si avvantaggerebbe anche il mondo del lavoro, con il miglioramento delle relazioni aziendali, la decontribuzione e la defiscalizzazione degli incentivi. Per gli esercizi e gli operatori turistici, ci sarebbe, infine, una spinta alla destagionalizzazione del mercato, alla crescita degli indici di occupazione delle strutture e all’aumento in generale della clientela. 


 
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