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Modello Unico

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Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)

Scadenza per la presentazione al 30 aprile 2008

Entro il prossimo 30 aprile, secondo quanto previsto dalla Legge 70/94, si dovrà procedere all’invio del MUD presso le Camere di Commercio da parte dei soggetti obbligati a tale adempimento.

Per quanto riguarda gli aspetti procedurali, i criteri per la comunicazione rimangono quelli applicati per le dichiarazioni effettuate negli anni precedenti.

Per quanto concerne invece l'individuazione dei soggetti obbligati e dei soggetti esclusi dalla comunicazione annuale, sono intervenute alcune variazioni con riferimento alla normativa  in materia di rifiuti - D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 (cd. "Codice ambientale") come modificato dal D.lgs. 16 gennaio 2008 n.4.

Si ritiene utile riportare, di seguito, uno schema dei soggetti tenuti o meno alla presentazione della comunicazione annuale al catasto dei rifiuti.

Soggetti obbligati

Sono obbligati alla presentazione del mud:

· Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto dei rifiuti (pericolosi e non)
· I commercianti e gli intermediari di rifiuti con detenzione (pericolosi e non)
· I commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione  (pericolosi e non)
· Le imprese e gli enti che svolgono operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti (pericolosi e non)
· I Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di  particolari tipologie di rifiuti (es. olii vegetali, batterie esauste, olii minerali, polietilene etc.) (pericolosi e non)
· Le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi
· Gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 c.c. con un valore di affari annuo superiore  a 8.000 euro (pericolosi)
· Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184 comma 3 lett. c) (lavorazioni industriali), lett. d) (lavorazioni artigianali) e g) (attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi) che hanno più di dieci dipendenti
· I soggetti che svolgono attività di raccolta, trasporto e trattamento dei veicoli fuori uso e relativi componenti e materiali (autodemolitori, rottamatori, frantumatori per i quali sono previste le rispettive schede: AUT – ROT – FRA)
· Gestore del servizio idrico integrato che accetta i rifiuti per il trattamento (pericolosi e non)
· Gestore di impianti portuali del servizio di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnate ai porti (pericolosi e non) 

Soggetti esclusi

· Le imprese e gli enti produttori iniziali di  rifiuti non pericolosi  di cui all’ art.184 comma 3 lettere a), b), e) (rifiuti derivanti da attività commerciali), f) (rifiuti derivanti da attività di servizio), h,i,m.
· Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184 comma 3 lett. c) (lavorazioni industriali), lett. d) (lavorazioni artigianali) e g) (attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi) che non  hanno più di dieci dipendenti.
Si ricorda, per inciso, che per i soggetti produttori di rifiuti non pericolosi (derivanti da attività artigianali, industriali e fanghi) permane l’obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico.
· Gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 c.c. con un valore di affari annuo non superiore  a 8.000 euro (pericolosi e non)
· Imprese di cui all’art. 212  comma 8 che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi
· Soggetti abilitati allo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto  di rifiuti in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio (art. 266 comma 5) (pericolosi e non)
· I professionisti singoli (es. studi medici, dentisti) non associati in qualsiasi forma d’impresa (art. 11 legge 25 gennaio 2006 n. 29 – legge comunitaria) ( pericolosi)
· Produttori di rifiuti che li conferiscono al servizio pubblico di raccolta competente per territorio e previa apposita convenzione, limitatamente alla quantità conferita ( pericolosi)

Si ricorda che già a partire dallo scorso anno è venuta meno la presentazione del mud per gli imballaggi in quanto l’adempimento è a carico esclusivamente del Conai o di quelle imprese che implementano un proprio sistema autonomo di raccolta e riutilizzo degli imballaggi (art. 220 comma 2) 

Si ritiene inoltre utile informare che Unioncamere ha diffuso nei confronti delle Camere di Commercio una nota contenente indicazioni  su alcune problematiche emerse per la compilazione del MUD 2008,  al fine di assicurare una linea di indirizzo uniforme su tutto il territorio nazionale,   i cui punti  vengono  di seguito riportati:

1. Il D.Lgs 16 gennaio 2008, n. 4, ha modificato l’art. 189 del  D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 determinando una variazione dei soggetti obbligati alla dichiarazione.
In base a tale modifica di legge si ritiene che i  produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti
· da lavorazioni industriali
· da lavorazioni artigianali
· dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi siano obbligati già per la scadenza del 30 aprile 2008 alla presentazione della comunicazione annuale alle Camere di Commercio, a condizione che abbiano più di dieci dipendenti. 

2. In assenza di una definizione di dipendente specifica ai fini del D.Lgs 152, per quanto riguarda il computo dei dipendenti sembra corretto fare riferimento, oltre che al concetto di "prestatore di lavoro subordinato" di cui all’articolo 2094 del Codice civile, ad alcun criteri generali applicabili a prescindere dalla finalità  per cui si richiede la determinazione dell'organico aziendale.
Si ritiene quindi che vadano esclusi dal computo eventuali collaboratori non dipendenti e familiari, i lavoratori interinali, i tirocini formativi e gli stage nonché i contratti di inserimento e reinserimento.
Per quanto concerne il titolare ed i soci si ritiene che questi debbano essere conteggiati tra i dipendenti solo se inquadrati anch'essi come dipendenti dell'azienda, cioè a libro paga della medesima.
Sono compresi i lavoratori a termine inseriti nell'ordinario ciclo produttivo e quindi rientranti (seppure pro tempore) nell'organigramma aziendale: per essi vanno computate, come da DPCM 24/12/2002, le frazioni di unità lavorative, in dodicesimi, di unità lavorative annue.
I lavoratori part time devono essere computati in proporzione all'orario di lavoro svolto dal lavoratore.
La rilevazione deve essere riferita al criterio della normale occupazione, senza tener conto di contingenti ed occasionali riduzioni e/o aumenti di personale nell'anno di riferimento.

3. Nel caso in cui i produttori di rifiuti pericolosi conferiscano i medesimi al servizio pubblico di raccolta competente per territorio e previa apposita convenzione, la comunicazione è effettuata dal gestore del servizio limitatamente alla quantità conferita. Questa semplificazione non è prevista per i produttori di rifiuti non pericolosi che risultano quindi tenuti alla presentazione del MUD, qualora ricadano nei casi sopra indicati (aziende con più di 10 dipendenti che producono rifiuti da attività industriali, artigianali e di gestione dei rifiuti e delle acque). 

4. Sono esonerate dalla presentazione del MUD le imprese, di cui all’articolo 212, comma 8, che  raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi; le imprese che raccolgono e trasportano i rifiuti pericolosi da esse prodotti, adempiono all’obbligo presentando la dichiarazione come produttori di rifiuti.

5. Tutti i soggetti che effettuano attività di gestione (raccolta, trasporto recupero e smaltimento)  del rifiuto di batterie al piombo esauste e di rifiuti piombosi, devono trasmettere, contestualmente, al COBAT copia del MUD per la sola parte inerente i suddetti rifiuti (escludendo quindi eventuali altre tipologie di rifiuti dichiarate nel MUD inviato alle CCIAA), pena l’applicazione delle medesime sanzioni previste per la mancata presentazione del MUD.

6. Per i rifiuti di origine animale rimane vigente la disciplina del Regolamento CE 1774/2002: se i sottoprodotti di origine animale sono destinati a impianti di trasformazione autorizzati e non a inceneritori non si applica la disciplina sui rifiuti. Devono quindi essere osservati gli obblighi documentali e procedimentali previsti dal Regolamento 1774/2002. Si applica invece la disciplina sui  rifiuti se i sottoprodotti sono destinati allo smaltimento.

10/04/2008


 
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