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Confcommercio Unione Venezia ha incontrato alcuni candidati, che avevano chiesto di poter presentarsi ed esporre i propri programmi, alle elezioni regionali del collegio provinciale di Venezia

Ecco i concetti chiave degli aspiranti consiglieri regionali 2015 - 2020:

SILVIA CONTE (PD con Moretti Presidente): Metto sul piatto la mia esperienza quotidiana di Sindaca di Quarto d'Altino, la volontà di mettere in primo piano le esigenze dei cittadini, dei lavoratori e del territorio: spesso non sono le soluzioni più semplici e rapide, come badare solo a ripianare rapidamente il bilancio di un ente, quelle che risolvono i problemi di una comunità. Anche per questo ho detto e dirò no a nuovi centri commerciali fuori città, e mi impegnerò per il rilancio del commercio in centro. Indispensabile il lavorare insieme ogni giorno con chi rappresenta il mondo dell'economia e soprattutto del commercio, dei servizi e del turismo, che rende viva la città.

ANTONIO BERTONCELLO (PD con Moretti Presidente) - La regione deve uscire dalla "gestione" delle cose e passare alle vere strategie che diano concretezza e realizzino infrastrutture, innovazione e reperimento delle risorse per il sistema economico. Valorizzare gli asset del Veneto Orientale, a partire dal paesaggio e dall'ambiente.
Va ripensata la sanità: non siamo più in testa come Veneto, vanno ridefiniti i bacini d'utenza.
Anche le problematiche idrogeologiche, dei bacini e della logistica devono essere rivisti in una logica interregionale.
Città Metropolitana: tutto da costruire, ma bisogna partire con il piede giusto a partire dalla governance. E sia chiaro: non servirà per pagare i debiti di Venezia.

FABIANO BARBISAN (Zaia Presidente) - Sono un imprenditore agricolo e zootecnico: la mia esperienza e quella del fare e della concretezza, la passione quella di tutelare la qualità del prodotto, ma anche la redditività della nostra agricoltura e della nostra zootecnia per garantire la qualità di tutta la filiera. Oramai si sta perdendo il senso della qualità e della genuinità: la regione dovrà impegnarsi di più per difenderci dalle norme e dalla perdita di competitività. I nostri prodotti agricoli costano sempre di più sia per fattori della produzione che per le diverse imposte che gravano sull'azienda. Dobbiamo consentire alle nostre aziende di poter lavorare, dobbiamo far venire voglia di tornare ad investire in Italia e nel Veneto e non costringerci a emigrare e ad investire all'estero.

BRUNO PIGOZZO - (PD con Moretti Presidente) Passiamo dal contingente alla programmazione di lungo periodo. Superare i grandi errori compiuti in questi anni, come gli effetti del Piano casa, trasformatosi in una deroga infinita e in ulteriore consumo di suolo. Mobilità e logistica: a quando il biglietto unico? Vanno ripensati i trasporti e la modalità di fruirli in maniera ottimale. Innovazione: dobbiamo accorpare le strutture e concentrarci sull'eccellenza. La Città Metropolitana dovrà essere un'occasione per compiere quelle aggregazioni e quelle economie di scala che potranno rilanciare la competitività.
Cominciare a pensare seriamente anche alla Macroregione Nord Est, unica prospettiva per poter seriamente competere con l'Europa.


TIZIANA AGOSTINI (PD) - Dobbiamo portare in Regione idee, progetti ed un'immagine del futuro. Contrastiamo la desertificazione del centro urbano bloccando la cementificazione dei centri commerciali e valorizzando il tessuto del negozio di vicinato. Va rivista la politica degli affitti: troppo cari, fanno chiudere e non fanno insediare nuove attività. Anche la politica delle aperture festive e degli orari deve essere completamente rivista. Il commercio in città deve essere parte di un più ampio rilancio economico sostenibile. Un modello di sviluppo sinergico la cui politica spetta alla regione no alle imprese. La Città Metropolitana sarà soprattutto fatta di infrastrutture. Ma si costruirà solo con politiche condivise sui territori ma adottate a livello regionale.


NICOLA MANENTE (Veneto Civico - Moretti Presidente) Sono un imprenditore del commercio e vivo in una città legata al turismo come Jesolo e so quanto si debba fare per migliorare questi settori. Anzitutto la tassa di soggiorno: deve essere usata solo ed esclusivamente per progetti legati al turismo e non utilizzata per altre necessità. La Regione deve tenere stretta la competenza sul turismo e non lasciare che lo Stato se la riprenda. Bisogna inoltre valorizzare il litorale, non si possono avere oltre 2 km di litorale, tra Sottomarina e Bibione, non accessibili alla balneazione perché non è stato fatto l'opportuno ripascimento o vi sono altri problemi di accessibilità.
Anche per quanto riguarda la legge sul commercio deve essere rivista per consentire davvero alle imprese del commercio di vicinato di essere competitive.

CESARE BUSETTO (Indipendenza Veneta) Ci battiamo per rendere il popolo veneto, che con quello sardo in Italia è l'unico ad essere stato riconosciuto con la sua specifica identità, libero ed indipendente: è un diritto riconosciuto dalle Nazioni Unite e noi dobbiamo perseguirlo. Il programma di Confcommercio Veneto è pienamente condivisibile. Già, ma con quali soldi, con quali risorse? Il Veneto se sarà indipendente potrà finalmente disporre delle proprie risorse e quindi spenderle al meglio. Potrà finalmente compiere le sue scelte e contare di più.

MARIA LAURA FACCINI (NCD Area popolare) - Vengo da un'esperienza professionale nel settore privato, considero il fare l'elemento determinate per fare davvero politica. Il commercio? Dovrebbe essere coccolato e non trascurato dalla politica, che è assente quanto ad interventi. Per la Città Metropolitana sarebbe stato meglio un coordinamento tra i Comuni, per giungere a condividere priorità e programmi. Abbiamo un patrimonio di strutture in via di dismissione o abbandono nel pubblico che devono essere valorizzate ed essere messe in grado di produrre valore.
Ho girato la provincia: vi è una grande insoddisfazione da parte degli amministratori locali nei confronti della Regione. Va ricostruito il rapporto.
Infine: mi propongo e vi invito a scegliere una donna. Perché? Perché le donne sanno fare proposte con una prospettiva per tutta la vita. Quando votate pensate se una persona ha un'acclarata capacità amministrativa e ha una visione di lungo periodo!

DANIELE STIVAL (Lista Tosi) Innanzitutto perché ho scelto Tosi? Perché non mi ritrovavo più nella Lega Nord di Salvini e non condividevo da tempo alcune scelte della presidenza Zaia. Il programma che abbiamo steso e depositato - e di programmi se ne sono visti pochi in giro - è frutto dell'ascolto dei bisogni della gente e delle categorie: ecco perché è uguale, sui temi che vi riguardano al documento di Confcommercio Veneto. Prima cosa da fare è ridurre la macchina burocratica. I minori costi della burocrazia, pensiamo all'alleggerimento dell'amministrazione nella sanità, comporterà un risparmio che consentirà sia il taglio dei ticket sanitari che del bollo auto. Dobbiamo lasciare alle famiglie più risorse per far ritornare fiducia e far riprendere l'economia.
Infine, per il territorio dobbiamo realizzare delle Zone Franche che consentano di avere costi dei servizi più bassi e siano il motore economico di tutta la regione.

LUCIANO FINESSO - (Lista TOSI) Ho una lunga esperienza da dirigente nella sanità pubblica, ma la mia passione è stata e sarà sempre la politica: da quando ho fatto il consigliere e poi il sindaco di Jesolo, tra il 1975 e il '93. Credo che una delle riforme più importanti debba essere quella della sanità. Purché, però, venga affrontata dopo un processo di preparazione edi condivisione dal basso, e non calata dall'alto. Oltre trent'anni fa, quando ci fu la prima grande riforma del sistema sanitario nazionale, le scelte compiute erano il risultato di un lungo lavoro di analisi e confronto sia all'interno del mondo politico che della gente. La nostra lista e la mia proposta è di riprendere questo metodo. Dobbiamo poi guardare alle riforme istituzionali importanti come la creazione di macroregioni, 5 o 7, e l'eliminazione del Senato per avere un parlamento efficiente con 250 rappresentanti. Anche i Comuni dovrebbero aggregarsi: al di sotto dei 30.000 abitanti, infatti, si perde efficienza e i costi salgono e la qualità dei servizi decresce.

FRANCESCO CALZAVARA (Zaia Presidente) - Ci conosciamo da tempo e con Confcommercio abbiamo lavorato molto insieme. Ma c'è ancora molto da fare. Partiamo dal turismo, con una legge regionale che è frutto del compromesso e della mediazione e non ha dato le risposte che un turismo moderno e in continua evoluzione necessita. Non c'è una regia o una strategia. Dobbiamo fare di più per far capire che il turismo è una cosa complessa e non solo strutture ricettive: anche l'outlet, vediamola come vogliamo, ma oggettivamente rappresenta pur sempre un'attrattiva, come un parco divertimenti, ancor prima che un sistema commerciale. Sempre sul turismo va detto che siamo sempre stati considerati un po' dei picari, improvvisati, eterni stagionali! Dobbiamo dimostrare che meritiamo un0'attenzione più seria. Anche la Camera di commercio può dare un contributo supportando la creazione di un osservatorio sul turismo che consenta di avere dati in tempi reali, on line e non dopo lunghi periodi.
Dobbiamo impegnarci per migliorare la qualità del commercio in centro, anche ragionando sulle migliori soluzioni urbanistiche. Sulle isole pedonali: prima cambiamo il contesto e poi, gradualmente, sperimentando, vediamo se può funzionare. Dobbiamo far di tutto per far tornare la gente in centro.

21/05/2015


 
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