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Riviera del Brenta

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Riviera del Brenta

Rispondere è ricostruire il territorio meglio di prima

La tragedia che ha colpito la Riviera del Brenta non ha avuto uno ma molti epicentri, se così si può dire. Anzitutto perché ad essere colpiti sono stati tre i comuni (Pianiga con Cazzago, Dolo, Mira, ma il tornado ha lambito anche il Miranese).
Una fascia di una 20 di km di devastazione e di abitazioni ed attività economiche distrutte.
Così dopo una difficilissima crisi, che già aveva messo a dura prova il terziario e aveva fatto rivedere al ribasso anche i consuntivi della ricettività turistica, la furia della natura sembra aver compromesso ancora per molto la ripresa decisa di questo territorio.
Sono decine le imprese del commercio, dei servizi e del turismo coinvolte, in alcuni casi si tratta di attività che stavano ripartendo, o di progetti di trasformazione e di miglioramento che puntavano proprio a riqualificare e a valorizzare il patrimonio artistico ed ambientale della Riviera: non citiamo casi singoli, proprio per non dimenticare nessuno.
Ora bisogna ricostruire, bisogna ristrutturare un tessuto economico e, se possibile, cogliere questa triste eventualità con la forza della resilienza, cioè con l'impegno di tutti, rappresentanze economiche ed enti locali, Regione, ma anche sistema bancario, a cominciare da quello che ancora presidia il territorio, per rendere la Riviera del Brenta ancora più attraente e ancora più bella.
Dopo l'insostituibile lavoro - per la verità ancora in corso - dei soccorritori, della protezione civile, dei Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine, e ancora volontari, spesso ragazze, soprattutto ed ovunque giovani, e persino immigrati, ai quali va data la massima riconoscenza, adesso è ora delle risposte attive della politica e delle autorità.
Ci si aspetta che la burocrazia lasci il posto all'Amministrazione quella con la "A" maiuscola, senza distinzione di Ente e di competenza locale o regionale o ancora nazionale, per accelerare le procedure di determinazione dei danni, le pratiche per consentire di ricostruire edifici ed infrastrutture, ripristinare percorsi e accessibilità; un esempio per tutti: non ultimo la bonifica di ampi tratti del Naviglio del Brenta ora intasato da detriti, alberi abbattuti e altro che impedisce la fruibilità completa dell'asse portante della Riviera.
Anche il mondo associativo imprenditoriale farà la sua parte
Il simbolo di questa voglia, anzi di questa presa di responsabilità di ricominciare lo rappresenta bene un albero, l'unico tra tanti, secolari e di dimensioni enormi, schiantati e frantumati al suolo, insieme a tralicci industriali alti oltre quaranta metri: è la magnolia di Villa Fini, completamente defoliata ma rimasta miracolosamente e possentemente ferma, in piedi per ammonirci: facciamo rivivere la Riviera!

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15/07/2015


 
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