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La sobria eleganza della via per rilanciare il Paese

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La sobria eleganza della via per rilanciare il Paese

di Francesco Antonich
Vicedirettore Confcommercio Unione Venezia

Tutti siamo colpiti dalla sobria eleganza che contraddistingue i gesti del Presidente Sergio Mattarella. E un particolare gesto, che sarebbe bene rileggere tutti, anche nelle scuole e in famiglia, è il suo discorso di insediamento. Spiccano subito due concetti "evolutivi" per il Paese: il richiamo del patto sociale costituzionale, al quale deve informarsi tutta la fenomenologia legislativa, e il concetto di Comunità. Ne deriva quindi un monito alla degenerazione del collateralismo di patti che, in nome del principio pacta sunt secretanda al popolo, intendono definire obiettivi e percorsi di riforma delle istituzioni e della vita economica e sociale lontano dalla Comunità degli Italiani. Di grande respiro poi l'appello a rispettare il ruolo delle formazioni sociali: un richiamo a quanti sbrigativamente delegittimano, additandole come oggetto di rottamazione, le formazioni associative del mondo del lavoro, datoriale e sindacale, anziché coglierne la trasformazione in atto e valorizzarne il contributo di progettualità per il futuro del Paese e di accompagnamento delle imprese e del lavoro nell'attraversare la crisi più drammatica dal dopoguerra, ivi compresa la gestione di un dissenso comprensivamente fattosi acceso anche nei toni emotivi. Ma è anche un monito a chi vuole prova fastidio per la Conversazione Politica, fatta assopire dalla virulenza della cultura dell'immagine e della virtualità delle nuvole dei social network, a scapito della concretezza, pur viscerale, del faccia a faccia tra intelligenze diverse. Conversazione Politica attraverso la formazione - competenza tecnica e maturazione - dà il contributo, grazie un'etica del discorso scevra dai vincoli di un cyberspazio sterilizzante. E' tempo di una "riscoperta della Politica come patrimonio di ognuno e di tutti" dice il Presidente Mattarella.
I cambiamenti chiesti dal Paese trovano qui un itinerario coerente: prima di toccare la Costituzione, il Paese deve aver ritrovato serenità di giudizio e lucidità che solo le riforme risolutive delle problematiche della quotidianità dei cittadini potranno garantire. Lavoro, fiscalità equa, certezza della pena, semplificazione amministrativa, adozione di precise responsabilità nei confronti dell'Unione europea e del contesto internazionale: le prime urgenti misure da adottare sono possibili con leggi ordinarie e senza l'abuso di deroghe e di scorciatoie.
Compreso il superamento del concetto tecnocratico di welfare, per ridare all'Italia quella solidarietà intergenerazionale che dia davvero senso al concetto di previdenza sociale, intesa come prospettiva del futuro per consolidare, appunto, il patto sociale nel tempo e nello spazio geografico del Paese. Solo dopo aver risolto le emergenze del Paese si giunga all'approvazione di una legge elettorale che consenta, di dare un Parlamento pienamente legittimato a proporre le riforme costituzionali. Se il cammino fosse inverso e si tentasse di dare priorità alla riforma della costituzione anziché alle emergenze, il popolo non lo comprenderebbe. Inoltre, un referendum sulle proposte di riforma costituzionale di questo parlamento, apparirebbe un tentativo plebiscitario di accreditamento di un Governo investito per riflesso, attraverso le elezioni del Parlamento europeo, e non per un voto palese al Parlamento nazionale. La Comunità ha il diritto di vedere concentrate volontà e concretezza politica sulla soluzione di problemi quotidiani per tornare ad essere serena e a fidarsi del Paese. Il Presidente conclude con un invito, anzi un programma di profondità antropologica oltre che istituzionale: che il "popolo" si senta davvero "Comunità". Quella Comunità di famiglie, di lavoratori, di giovani e di meno giovani, che ha il diritto costituzionale di ritrovare la fiducia e la voglia di riprendersi la Politica come patrimonio di civiltà, tornando a votare, sentendosi rappresentata da chi può scegliere e pronta ad affrontare la stagione della riforma costituzionale, dal dibattito alla condivisione delle soluzioni più adatte per l'Italia del XXI secolo.

16/03/2015


 
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