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FNAARC

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AGENTE DI COMMERCIO E PROCACCIATORE D'AFFARI: LA FNAARC CHIARISCE LE DIFFERENZE

La FNAARC - Federazione degli agenti/rappresentanti aderenti a Confcommercio - ha chiarito in una recente circolare la differenza sostanziale tra agente e procacciatore d'affari.

Se infatti il contratto di agenzia si qualifica per la continuità e la stabilità dell'agente il quale, non limitandosi a raccogliere episodicamente ordinazioni, promuove stabilmente la conclusione di contratti per conto della mandante nell'ambito di una determinata sfera territoriale, il procacciatore d'affari invece è il soggetto che episodicamente raccoglie ordinativi dai clienti senza alcun obbligo a svolgere attività di promozione, senza un impegno e quindi anche senza alcun diritto, ove non previsto in un contratto, addirittura al compenso. Inutile parlare delle altre garanzie previste dalla Legge e dagli Accordi Economici Collettivi.

Alla luce di quanto detto - spiega la FNAARC -, appare evidente che non dovrebbe esserci alcuna possibilità di confusione fra il contratto di agenzia e quello, atipico, del procacciatore d'affari. E allora verrebbe da chiedersi qual sia il motivo per cui si fa abuso del ricorso alla figura del procacciatore d'affari...

"Se ne fa abuso - dichiara il Vicepresidente Nazionale FNAARC Antonio Franceschi - perché stipulando un contratto di procacciatore d'affari, ma chiedendo nel contempo l'adempimento di obblighi che sono invece propri solo dell'agente di commercio, si ottiene il risultato di non versare i contributi Enasarco, non corrispondere le indennità di fine rapporto, non rispettare la malattia dell'agente, non avere l'obbligo di tutelare la gravidanza, non essere obbligati a riconoscere il preavviso, sia come periodo predeterminato di lavoro sia come pagamento dell'indennità sostitutiva, non avere l'obbligo di riconoscere né il diritto di esclusiva (comunque facoltativo anche per l'agente) né di pagare le provvigioni su clienti acquisiti precedentemente, come invece previsto dall'art. 1748 c.c."

Così si vede bene perché, specialmente ai giovani, si fa sottoscrivere un contratto di procacciatore d'affari e poi si richiede l'attività di agente. Ma a dimostrazione del fatto che il contratto di procacciamento sia, in ragione della sua totale aleatorietà e volatilità, addirittura inesistente basta la considerazione più semplice e banale del mondo: si è mai vista - conclude la Federazione degli Agenti Confcommercio - un'azienda, industriale o commerciale, che pianifichi la propria politica di vendita affidandosi a soggetti, di nessuna certificata competenza professionale, i quali non hanno alcun obbligo di cercare clienti e che di tanto in tanto trasmettono un ordine solo quando gli capita fra le mani?

15/07/2014


 
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