Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 23 Maggio 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

Rilanciare il Paese

 .
 

Rilanciare il Paese anche con una lobby di sana e robusta Costituzione

La lunga storia e l'esperienza delle maggiori associazioni delle imprese manifatturiere, industriali o artigianali, del commercio, del turismo e dei servizi, non è stata sufficiente a prepararle ad affrontare una crisi che, nonostante gli oltre 65 anni di storia Repubblicana, le ha colte, impreparate. Non sono serviti nemmeno i più potenti centri studi: l'ineluttabilità del destino post globalizzazione, evidentemente, si è preso facilmente gioco della statistica e degli economisti come Casanova con una signorina viziata e seccente: è più facile pronosticare il globale che curare il singolare.
Eppure a metà degli anni '90 quando imperversava tangentopoli e si cercava una fuga catartica nella ricerca di una Seconda, Terza Repubblica, le associazioni di categoria hanno perduto una chance strategica: la possibilità non certo di sostituirsi ai partiti, ma di fare davvero Politica , cioè di dare davvero un contributo allo Stato, alle città a riprogettare e a ricostruire un sistema economico, a ricordare i valori della società, a ritrovare quella strada smarrita dell'etica del coraggio di ricostruire che costituiva i principi fondamentali dei loro Statuti ed Atti Costitutivi bene in vista nelle loro sale riunioni. In quegli anni l'associazionismo imprenditoriale italiano avrebbe potuto recuperare il gap - e farlo recuperare al Sistema Italia - con il resto dell'Europa, realizzando una vera lobby contemporanea: tecnicamente preparata, sensibile alle istanze particolari e al contesto generale nel quale armonizzarle e al quale farle comprendere, aggressiva perché competente anche nelle materie trattate nelle stanze blu di Bruxelles e di Strasburgo, serio interlocutore delle Amministrazioni, con visione di medio e lungo periodo e libera dal piccolo cabotaggio del qui e ora.
Allora un'emaciata politica tentava di ridarsi un ruolo dopo aver perso mani e piedi e tanti denari nella tagliola di tangentopoli, chiedeva anche alle associazioni imprenditoriali di aiutarla a definire un progetto, anzi, persino a dirle come avrebbe potuto definire una politica economica: perché la politica, sembrava dire, la fate voi... come uno slogan da cabaret tv... mente i politici, dopo l'orgoglio serio e composto della ricostruzione, l'eutrofizzazione del boom economico e l'elisir dell'edonismo fine anni ottanta non aveva mai saputo realizzare una politica seria industriale, o per il turismo, o per il commercio e i servizi.
Tradotto in savoir faire, la politica chiedeva al mondo dell'impresa di essere un interlocutore credibile e accreditato in Europa come deve essere una lobby forte, trasparente e preparata. E se del caso, come tedeschi, inglesi e francesi in primis insegnano, anche incavolata.
Allora la vera evoluzione sarebbe stata una nuova condivisione della Cultura della progettazione, della programmazione, del servizio all'impresa che derivava dal lavorare insieme, datori di lavoro, rappresentanti delle risorse umane e delle intelligenze e amministratori pubblici, in pieno spirito di servizio e quindi di assunzione di reciproci sacrifici ma anche di condivisa progettualità a seguito di confronto su di idee ed su obiettivi.
Mai come oggi fare rappresentanza di categoria in Italia deve corrispondere a fare una lobby forte e moderna. E' l'ultima possibilità per tutte le parti sociali del Paese. Le rappresentanze imprenditoriali, impegnate in una vero sforzo di protezione civile economica e sociale nei confronti degli imprenditori e delle loro famiglie, grazie anche alle loro cooperative fidi, alle società di servizi, prendono consapevolezza che al di là della forza del numero rappresentato, la loro forza si basa sulla capacità di progettare e realizzare rapidamente soluzioni per i rilancio economico della singola azienda, divenendo sia cassetta degli attrezzi per le imprese e gli imprenditori sia, in conseguenza dell'efficacia dell'assistenza puntuale, portavoce accreditato delle visioni politiche e delle strategie di sviluppo di ciascun settore.
Così, a dispetto di qualcuno che vorrebbe rottamare le associazioni di categoria - consigliamo vivamente di ripassare la Costituzione che sancisce la libertà di associazione accanto a quella della libertà economica - le rappresentanze delle imprese si impegnano ad evolversi in una lobby 2.0, tecnica, altamente professionale a livello locale, regionale nazionale e, soprattutto, sempre più a livello di Unione europea.
C'è molto da rottamare nel nostro Paese disorientato dalle novità come un vecchio volpone che ripercorra, all'indomani di venerdì 22 febbraio 2014, il caro corridoio dei passi perduti... non vi è dubbio... ma per favore, nessuno, solo perché si ritenga il nuovo che avanza, detti gratuite ricette al mondo dell'impresa, soprattutto quella piccola e micro e familiare e a chi le rappresenta, a meno che non sia davvero sicuro, nel medio termine, di non apparire solo il nuovo che é avanzato perché non ce n'era nessun altro di migliore da utilizzare....

Francesco Antonich
vicedirettore Confcommercio Unione Venezia

17/03/2014


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole