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RAPPORTO ANNUALE ISTAT

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RAPPORTO ANNUALE ISTAT

Crolla il potere d'acquisto delle famiglie, peggiora la crisi del ceto medio e cresce il numero delle persone in chiara difficoltà economica. È l'immagine dell'Italia che emerge dal rapporto annuale dell'Istat, presentato il 22 maggio.

"Nel 2012 il Pil italiano ha segnato una diminuzione del 2,4 per cento in termini reali, dovuta principalmente alla caduta della domanda interna", si legge nel riassunto del rapporto dell'Istituto nazionale di statistica.

"Il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito del 4,8 per cento. Si tratta di una caduta di intensità eccezionale che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino. A questo andamento hanno contribuito soprattutto la forte riduzione del reddito da attività imprenditoriale e l'inasprimento del prelievo fiscale", prosegue il documento diffuso dall'Istat.

Per rispondere alla diminuzione del reddito e all'aumento delle tasse, fa notare l'istituto, le famiglie hanno reagito riducendo i consumi e abbassando la tendenza al risparmio. Gli italiani hanno messo meno soldi da parte rispetto a Germania e Francia avvicinandosi ai livelli del Regno Unito, considerati i più bassi d'Europa.

Questa condizione, fa notare l'Istat, riguarda ormai anche parte del ceto medio. Segnali di "deprivazione materiale" e disagio economico si avvertono nel 14,3 per cento della popolazione italiana: si tratta di situazioni in cui non si riesce a pagare il riscaldamento della casa, né a permettersi dei pasti adeguati, né a fare almeno una settimana di vacanza all'anno. Molte famiglie non hanno nemmeno a disposizione 800 euro per affrontare spese impreviste.

Nel 2012 la crisi economica ha creato un aumento del 30,2 per cento dei disoccupati. In totale i disoccupati sono tre milioni, ma se a questi si sommano quelli in cerca di occupazione si arriva a sei milioni. Nel conteggio non rientrano le persone in cassa integrazione, che spesso, fa notare l'Istat, "diventa sempre di più l'anticamera della disoccupazione".

Il tasso di disoccupazione, al 9,6 per cento a gennaio 2012, ha toccato l'11,5 per cento a marzo 2013. Preoccupante soprattutto la situazione dei giovani italiani: "Il tasso di disoccupazione giovanile sale al 35,3 per cento dal 29,3 per cento del 2011", scrive l'Istat.

Nel documento si affrontano anche temi come l'istruzione, l'immigrazione, l'occupazione femminile e l'aspettativa per il futuro.

"Il quadro che emerge fotografa con estrema chiarezza lo stato di emergenza in cui versa la nostra economia. L'eccezionale caduta del reddito disponibile e dei consumi, tornati ai livelli degli anni '90, il conseguente aumento dell'area del disagio sociale e le crescenti difficoltà delle imprese rilevati nel 2012 chiedono risposte urgenti. E' pertanto necessario che si intraprenda, in tempi rapidi, una strada che non abbia come unica finalità il rigore per il rigore, ma che abbia come obiettivo primario il ritorno alla crescita": questo il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio al rapporto Istat presentato oggi.

23/05/2013


 
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