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ART. 62

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ART. 62

PARERE PRO VERITATE DEL PROF. BALDASSARRE

L'Ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico, rispondendo ad un quesito posto da Confindustria, relativo all'eventuale superamento della disposizione concernente i termini di pagamento nelle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, di cui all'art. 62 del decreto-legge 1/2012, ha ritenuto che "la disciplina in materia di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali afferenti alla cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, di cui al citato art. 62, sia stata tacitamente abrogata da quella successiva più generale, di derivazione europea, introdotta dal decreto legislativo 192 del 2012 di attuazione della direttiva 2011/7/UE in materia di ritardi di pagamento in tutte le transazioni commerciali".

L'Ufficio legislativo del Ministero delle Politiche Agricole ha immediatamente risposto con una nota pubblicata sul sito dello stesso Ministero, con la quale ha di fatto smentito il MISE, non ritenendo abrogata la norma in questione.

A fronte di questa incertezza normativa, il Presidente Confcommercio Sangalli, nella sua qualità di Presidente di turno di Rete Imprese Italia, lo scorso 10 aprile ha inviato una lettera all'allora Presidente del Consiglio Monti per sollecitare con urgenza un definitivo chiarimento per chiudere questa singolare vicenda che ha finora visto le imprese ostaggio di due evidenti diverse sensibilità nello stesso Governo.

Ieri la Fipe ha diffuso una circolare con la quale ha comunicato che, a seguito delle contrastanti interpretazioni del MISE e del MIPAAF sulla vigenza o meno dell'art. 62, ha deciso di sottoporre la questione al Prof. Antonio Baldassarre, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, per avere un suo parere in proposito. Il Prof. Baldassarre nel suo parere pro veritate, ha chiarito inequivocabilmente come sia avvenuto il superamento dell'articolo 62, a seguito del D.Lgs. n. 192/2012, sulla base dei principi generali dell'ordinamento e del diritto europeo, essendo palesemente in contrasto testuale e logico con le norme comunitarie e, pertanto, nella parte non compatibile con la normativa comunitaria, non applicabile in concreto ai rapporti che ne sono oggetto, nonché costituzionalmente illegittimo per violazione degli articoli 10 e 117, comma 1, della Costituzione. Il Professore ha chiarito - prosegue la nota della Federazione - anche come la diatriba sorta tra i due Ministeri si basi su un presupposto errato, in questo caso infatti non si può parlare di "abrogazione" poiché le norme in questione non sono di pari grado (es. entrambe leggi nazionali) bensì di grado diverso, dato che l'art. 62 è norma nazionale mentre la Direttiva sui pagamenti è norma comunitaria, che come tale prevale sulla disciplina nazionale contrastante. Inoltre - conclude la Fipe - la mancata previsione nell'art. 62 della possibilità di una deroga ai termini di pagamento risulta in aperto conflitto anche con un principio supremo del Trattato istitutivo dell'Unione Europea - la libertà contrattuale quale espressione giuridica della libertà di concorrenza - e con la Costituzione italiana (art. 41).

Tutto ciò premesso, si ritiene opportuno precisare che il parere del Prof. Baldassarre, se pur autorevole in quanto espresso da un ex Presidente della Consulta, di fatto non muta la situazione, che può essere risolta esclusivamente con un intervento da parte del Governo.

29/05/2013


 
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