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IMPRESE E COMUNI

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IMPRESE E COMUNI: RIVEDERE E RINVIARE LA TARES!

Non sono solo cittadini ed imprese, con le loro associazioni di categoria, ma sono anche gli stessi Comuni italiani, riuniti nell'ANCI, a chiedere con forza al nuovo Parlamento di rinviare l'applicazione della TARES per consentire di aggiustarla e di renderla coerente con le realtà peculiari del territorio e con la situazione economica, sia degli enti locali che dei contribuenti.
La proposta d'emergenza è orientata, pertanto, a mantenere gli attuali regimi di riscossione del servizio di gestione dei rifiuti, per evitare il blocco della gestione stessa dei rifiuti.
Alcuni Comuni hanno già anticipato alle imprese multi utility almeno parte della "bolletta" relativa ai costi del servizio asporto rifiuti, ma per molti altri ciò è di fato impossibile.
In questo senso l'ANCI in una sua dichiarazione ha annunciato che mercoledì 26 ci sarà un suo "intervento d'urgenza presso il Consiglio dei ministri di che preveda, per il 2013, il mantenimento degli attuali regimi di riscossione del servizio di gestione dei rifiuti (Tarsu, Tia1 e Tia2), assicurando, al contempo, le entrate riferite ai servizi pubblici indivisibili (pulizia del verde, illuminazione pubblica, etc.)".
Lo slittamento a luglio della scadenza della prima rata del nuovo tributo Tares - i cui calcoli per determinare l'onere degli enti locali e quindi quello a cascata per gli utenti sono tutt'altro che di semplice attuazione - sta determinando una grave crisi di liquidità che, oltre a pregiudicare un servizio indispensabile per i cittadini, mette a rischio la sopravvivenza delle imprese del settore.
Confcommercio, anche a livello provinciale, ha già avviato un confronto sia con le Amministrazioni comunali che con le società multiutility, promuovendo un'azione di trasparenza al fine di rendere comprensibile il calcolo della TARES e soprattutto di renderlo compatibile con la realtà economica dei diversi settori, con le peculiarità di determinati segmenti merceologici. Un rinvio consentirebbe anzitutto di dare una boccata di ossigeno alle imprese, adeguare in modo opportuno l'onere del nuovo tributo, capire l'impatto dell'ulteriore aggravio, che oscilla tra 0,30 e 0,40 centesimi per metro quadro, della nuova imposta sui cosiddetti servizi indivisibili.

27/03/2013
 


 
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