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CARNE DI CAVALLO

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CARNE DI CAVALLO E TRACCIABILITA'

A proposito degli scandali emersi in questi giorni.
 
 
In questi giorni arrivano notizie dai mezzi di comunicazione che, purtroppo, ci riportano indietro nel tempo: carne di cavallo presente nelle polpette di Ikea o nelle lasagne di aziende venete, non segnalata in etichetta.
 
Sono trascorsi non molti anni dai casi di "mucca pazza", quando Federcarni Provinciale di Venezia si attivò con la preziosa collaborazione dei macellai associati per dare effettiva trasparenza alla filiera delle carni bovine, elaborando sistemi di etichettatura e tracciabilità, frutto di incontri ed approfondimenti con la Regione Veneto e con i Veterinari delle ASL.
 
Oggi leggiamo sui giornali che i NAS di Padova hanno ritirato dal mercato lotti di prodotti contenenti carne di cavallo non indicata in etichetta. Siamo di fronte ad una frode in commercio, che nasconde probabilmente precisi interessi economici di chi vuole disfarsi di certa carne equina (si è parlato addirittura di macellazione di cavalli dopati).
 
Al Consiglio Agricoltura che si è svolto il 25 e 26 febbraio a Bruxelles, a seguito dello scandalo della carne equina non dichiarata in etichetta, la Commissione Europea ha deciso di anticipare a ottobre la presentazione di un'analisi di fattibilità dell'etichettatura della carne lavorata e dei prodotti che la contengono, inizialmente previsto per fine anno.
 
Quanto all'etichettatura d'origine, però, il Commissario Ue alla salute e consumatori Borg ha precisato che - se anche fosse già stata in vigore - l'obbligatorietà dell'indicazione d'origine non avrebbe risolto i recenti problemi riscontrati con la carne di cavallo, in quanto questi sono dovuti alla mancata indicazione di alcuni ingredienti (e non della loro provenienza), ovvero si è trattato di frode alimentare, per la quale il Commissario ha chiesto sanzioni penali più dure e dissuasive, che arrivino fino alla sospensione della licenza in caso di violazione delle norme.
 
"La Commissione UE - afferma Alessandro Da Re, Presidente Provinciale Federcarni Venezia - continua a essere ancora restia sull'indicazione d'origine e sulla tracciabilita', che dovrebbero invece essere gli asset della sua politica agroalimentare. Anche il Ministro dell'Agricoltura Catania ha osservato che le norme su origine e tracciabilita' della carne devono diventare un elemento portante delle politiche agroalimentari europee, e non essere introdotte solo per rimediare a un problema specifico che sorge improvvisamente (com'è stato a suo tempo con "mucca pazza", e oggi con le carni equine)."
 
 
"Alla luce di queste notizie e dopo tanto lavoro fatto per rendere l'etichetta della carne bovina una carta d'identità del prodotto - conclude Da Re - incoraggiamo i nostri associati a proseguire in questo impegno, perché gli scandali di questi giorni dimostrano ancora una volta che la trasparenza e la tracciabilità sono un valore a tutela non solo dei clienti, ma dell'intera categoria."
 
04/03/2013


 
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