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CRISI

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Italiani inchiodati a casa dalla crisi

L'ISTAT certifica che gli Italiani, nel 2012, sono stati costretti a rinunciare a viaggi e vacanze.
Infatti, l'anno scorso, viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all'estero dai residenti sono stati 78,703 milioni con una contrazione, rispetto al 20122 del 5,7%, che va a sommarsi alla flessione già registrata nel biennio 2009 - 2010.
I viaggi di vacanza (che rappresentano l'87,3% del totale) registrano il calo più marcato (-5,3%),, mentre stabili si mantengono sia il totale dei pernottamenti (501 milioni e 59 mila notti) sia la durata media dei viaggi (6,4 notti).
Permangono quasi invariati i viaggi all'estero, con un aumento dei flussi diretti verso i paesi extra-europei (+31,4%). Crollo delle vacanze in montagna (-20,7%) ma anche delle le visite a città o località d'arte (-18,9%). Si riscontra invece un significativo incremento per le località al lago, campagna e collina (+52,5%).
Si pernotta sempre meno in albergo (-16,9%), ma pure nelle abitazioni di proprietà la permanenza si è notevolmente ridotta (-24%). Restano invariati i viaggi nelle strutture ricettive collettive e negli alloggi privati. La prenotazione diretta si conferma la modalità preferita di organizzazione del viaggio, impiegata per il 52,7% dei viaggi, una quota stabile rispetto al 2011. L'auto resta il principale mezzo di trasporto ed è utilizzata nel 60,5% dei viaggi, soprattutto per le vacanze (63,7%).
"Sono dati nazionali che destano allarme " - commenta Massimo Zanon, Presidente di Confcommercio Unione Venezia e imprenditore del settore ricettivo - " Forse se si fosse intervenuto a tempo debito con misure adeguate idonee a mantenere la competitività delle nostre imprese turistiche e più in generale del tessuto commerciale e ricettivo delle nostre città e località, il lavoro per risalire la china sarebbe meno pesante: e il 2013 non sembra promettere nulla di buono".

14/02/2013


 
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