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FIPE monitora il lavoro nel turismo

Fipe, la Federazione Nazionale Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, monitora da
diversi anni la dinamica della componente dipendente del lavoro nelle imprese del turismo, ovvero nelle strutture ricettive, pubblici esercizi, agenzie di viaggi, stabilimenti balneari e termali, discoteche e parchi di divertimento. I dati più recenti indicano in oltre 1,4 milioni il numero degli occupati nelle imprese del turismo, di cui 68% sono dipendenti. I lavoratori dipendenti, nella media del 2011, erano 954.850 con una variabilità mensile dovuta alla componente stagionale notevole ma tutto sommato contenuta. Rispetto all'anno precedente l'occupazione dipendente è aumentata del 3,1%, un dato straordinario se letto nel contesto di una dinamica occupazionale particolarmente negativa. Infatti il tasso di disoccupazione è salito, nel secondo trimestre2012, al 10,5% e ad agosto i disoccupati hanno raggiunto quota 2.774 mila. Le previsioni per l'anno prossimo indicano il superamento abbondante dell'11%.
Il lavoro dipendente nel turismo è prevalentemente giovane: oltre il 63%, circa 600 mila lavoratori, ha meno di 40 anni. Nei pubblici esercizi tale quota sale al 66. Ed è anche "rosa": le donne rappresentano il 57% del totale. Anche la componente straniera ha un ruolo importante nell'occupazione del settore. Un quarto dei dipendenti è di origine straniera con una forte variabilità tra comparti. Il part time ha un peso rilevante, il 40% del totale contratti, che tuttavia varia significativamente da comparto a comparto. A livello di qualifica oltre l'80% è rappresentato da operai, mentre le funzioni direttive rappresentano meno dell'1% del lavoro dipendente coerentemente sia alla piccola dimensione delle aziende che alla forte presenza dei titolari. Una riflessione va fatta sull'istituto dell'apprendistato per l'importanza che esso riveste relativamente all'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Oggi nel turismo se contano 62 mila unità in flessione rispetto agli anni precedenti. Oltre l'82% di essi risultavano impiegati nei pubblici esercizi. In quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio) si concentra il 50% dell'occupazione dipendente del turismo.

Questo il commento di Danilo De Nardi, Direttore Confcommercio Unione Venezia: "Tra il 2007 ed il 2011 nel nostro Paese, a fronte di un decremento pari all'1,8% dell'occupazione, le imprese del turismo hanno visto crescere l'occupazione del 2,1% fornendo un contributo importante al contenimento della perdita complessiva di posti di lavoro. Anche in un momento di crisi come questo, il turismo continua a rappresentare un traino per l'economia nazionale in generale e veneta in particolare, sul quale occorrerebbe investire maggiormente".

21/12/2012


 
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