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L'Europa è in recessione

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L'Europa è in recessione, e l'Italia chiude la coda

Ormai lo conferma anche l'analisi economica, se non bastasse la realtà quotidiana per consumatori ed imprese: l'insieme dei Paesi dell'area Euro è in recessione. La seppur modesta contrazione del Pil nel terzo trimestre (-0,1%) rispetto ai tre mesi precedenti conferma comunque il trend negativo stabile dei trimestri precedenti.
"E' come se si stesse erodendo anche il patrimonio della famiglia europea - dice Danilo De Nardi, direttore di Confcommercio Unione Venezia a commento dei dati diffusi in questi giorni da Eurostat - infatti per il 2012 la dinamica su base annua ha segnato un indebolimento al -0,6% del Pil, a fronte del -0,5% segnato nei tre mesi precedenti." E aggiunge "Ma quel che è peggio è che In Italia il Pil è diminuito dello 0,2% dai tre mesi precedenti e del 2,4% su base annua: un gap che sarà difficile recuperare, senza accorte misure di incoraggiamento, anche se a fine 2013 dovesse riprendere lentamente la crescita".
Duro il monito del Presidente dell'Unione, Zanon, che evidenzia le preoccupazioni di Confcommercio-Imprese per l'Italia già esposte al Governo: "aumento della pressione fiscale e domanda interna ferma sta deprimendo i consumi delle famiglie e allontanando prospettive e scelte". Del resto i dati parlano da soli: ogni famiglia quest'anno spenderà a dicembre il 13% in meno delle tredicesime rispetto allo scorso anno e le tasse da pagare nel mese di dicembre, tra IMU, tasse automobilistiche e canone tv, si 'mangiano' circa 10 miliardi di euro, il doppio dell'anno scorso.
"Ma gli Italiani si chiedono già - continua preoccupato Zanon - cosa potranno mettere via per poter far fronte ai rincari generalizzati che piomberanno sulle loro teste con il nuovo anno, dalle bollette, al consolidamento dell'IMU all'Iva al 23%."
E conclude facendosi interprete di una preoccupazione diffusa tra cittadini ed imprenditori: "Di fronte a questa realtà, la spending review va a rilento, i privilegi permangono e anziché garantire almeno la stabilità di un Governo che, nonostante alcune scelte depressive comunque è gradito e ha la fiducia dell'Europa e sta portando a casa alcuni positivi risultati macroeconomici, i politici giocano al rischiatutto e pensano solo alle elezioni anziché partire dai programmi e dalle misure di rilancio".

12/12/2012


 
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