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CRESCITA

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Continua il tango delle stime di crescita

Sembra la cartella clinica di un malato grave ma in realtà sono le statistiche dei diversi istituti ed organizzazioni internazionali che cercano di valutare come sta andando e come andrà l'economia europea e del nostro Paese.
Ecco dunque l'ultimo Economic Outlook, dell'Ocse, che quasi smentendo quanto detto seppur a denti stretti qualche giorno fa da altre fonti, rivede al ribasso stabile il trend dell'economia italiana. In particolare a preconsuntivo 2012 la contrazione dovrebbe assestarsi intorno ai 2 punti percentuali, mentre le prospettive per il 2013 dovrebbero mantenersi negative: -1,0%.
"Eppure le prospettive del Governo erano apparse meno pessimiste" - è il commento di Francesco Antonich vicedirettore di Confcommercio Unione Venezia" - va considerata comunque di buon senso la risposta negativa del Ministro Grilli ai severi giudici dell'Organizzazione internazionale di Parigi che vorrebbero un'ulteriore manovra correttiva restrittiva".
Va detto che per l'Ocse è l'intera Eurozona a mantenere la febbre da recessione: ancora flessione dello 0,4% nel 2012 e dello 0,1% nel 2013.
Per tornare a vedere un segno positivo bisognerà attendere il 2014, conclude l'Ocse.
"Il fatto è che al 2014 bisognerà arrivarci" - aggiunge il Presidente dell'Unione, Massimo Zanon - "e se il Governo, smentendosi, volesse ricorrere anche tra qualche mese ad un ulteriore inasprimento rischierà di precludere in modo definitivo la ripresa. Speriamo che i dati della disoccupazione e della continua chiusura di imprese siano sufficienti a dimostrare che solo un graduale ma irreversibile allentamento della pressione fiscale, una facilitazione all'accesso al credito consentirà al motore del Paese di girare al minimo e di non fermarsi del tutto per assecondare i primi deboli segnali di ripresa quando ci saranno".

28/11/2012


 
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