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Direttiva servizi

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Direttiva servizi: ma dove eravamo quando è stata pensata e scritta?

La Direttiva Bolkestein che ha imposto le liberalizzazioni in nome dei principi, per altro sanciti ormai cinquant'anni fa, della libera concorrenza e della competitività, come temuto sta producendo un impatto estremamente negativo su numerosi settori della nostra economia. "Non vi è dubbio però - lamenta Francesco Antonich, vicedirettore di Confcommercio Unione Venezia - che la direttiva non è proprio di ieri... e nel 2006, anno della sua adozione, poteva vantare almeno un decennio di gestazione".
Insomma ce n'era di tempo per capire cosa l'Europa stava producendo e cosa avrebbe comportato quel testo per alcune specificità nazionali e per verificare alcuni possibili correttivi
"E non lo sapevano certo solo le imprese, molte del settore finanziario e creditizio che dagli effetti della famigerata Bolkestein non sono stati nemmeno toccati" aggiunge Antonich - " Ma anche gli altri Stati membri, gli eurodeputati dei nostri collegi e i nostri Ministri..." :infatti, la Direttiva 123/2006/CE è stata adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Non vi è dubbio quindi che una migliore azione tecnica presso le Direzioni generali della Commissione europea e un'efficace azione politica da parte dei nostri eurodeputati avrebbe potuto sensibilizzare gli euroburocrati ed evidenziare ai politici alcune peculiarità ed esigenze condivise dagli euro cittadini perché determinanti della qualità e della tutela dei consumatori e della loro qualità della vita, come la ristorazione, il turismo balneare, il commercio al dettaglio.
"Forse avremmo potuto, nel frattempo, trovare qualche soluzione utile, definire meglio il settore, persino mettere a punto una legislazione europea ad hoc valorizzante" - spiega Antonich " come è accaduto in altri Paesi almeno per alcuni se non per tutti i settori".
L'Unione europea è una macchina complessa, ma alcuni Paesi, lo abbiamo visto, la sanno utilizzare molto, molto bene: "Non basta essere europeisti magari portare a casa risorse e fondi spesso non del tutto utilizzati - conclude Antonich - bisogna saper conoscere e saper interagire, tecnicamente e politicamente, con l'Ue: l'improvvisazione e la superficialità sono tra le cause di molte conseguenze che molte nostre imprese e loro addetti stanno vivendo sulla loro pelle, e per di più nella più difficile congiuntura che l'Europa sta subendo dal II° dopoguerra."

06/11/2012


 
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