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Legge di Stabilità: prime correzioni positive, ma politica ancora troppo costosa

I primi emendamenti proposti dalle Commissioni della Camera al disegno di Legge di Stabilità 2013 correggono alcuni punti chiave: togliere la retroattività delle nuove norme sulle detrazioni e sulle deduzioni, evitare i tagli sulla sanità compensandoli con ulteriori tagli ai ministeri e non applicare l'Irpef sule pensioni di guerra e di invalidità.
"Il Parlamento sta giustamente riportando il rigore ai giusti binari, ma ci aspettiamo anche più coraggio - dice Massimo Zanon Presidente di Confcommercio Unione Venezia - perché la commissione bicamerale affari regionali ha bocciato il decreto legge sui tagli della politica degli enti locali e delle regioni, mentre gli italiani si attendono un'amministrazione più efficace e meno costosa e una democrazia efficiente i cui costi, congrui e coerenti con il suo operato e le sue istituzioni, non si allarghino in sprechi e disfunzioni".
Si attendono ora anche i pareri dei parlamentari sulla questione dell'aumento dell'IVA, che insieme alla retroattività delle penalizzazioni fiscali costituirebbe un mix micidiale, e non solo sul piano della percezione, per i cittadini e per l'orientamento dei loro consumi.
Preoccupa invece il lamento dell'Associazione Bancaria Italiana per la crescente pressione fiscale sulle aziende del credito. "Per le piccole e medi imprese - ricorda Zanon che è anche alla guida di Fidimpresa Venezia - è lecito temere quanto potrebbe accadere se il sistema creditizio scaricasse ancora una volta sul costo del denaro, quando lo concede, eventuali aggravi". E conclude: "E' evidente che tutta la filiera del credito deve essere oggetto di un attenta e adeguata valutazione a parte, per consentire alle imprese di resistere e preparare il terreno a cogliere i primi, timidi segnali di ripresa se e quando ci saranno: banche e categorie possono e devono tornare a confrontarsi costruttivamente per progettare insieme possibili sentieri di ripresa e di crescita".

26/11/2012


 
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