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Non soffochiamo la rinascita in culla!

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Non soffochiamo la rinascita in culla!

A detta dell'Istat qualche luce nel buio della crisi sembra accendersi.
Alcuni dati congiunturali, infatti, sembrerebbero segnalare che qualche cosa, timidamente, si muove. Evidentemente al di sotto di un certo livello i consumi non possono andare, ma non è pur vero che, in alcuni settori, la selezione darwiniana ha prodotto realtà aziendali i grado di riprendersi ed anzi di reagire con salti qualitativi alla crisi e trovare nuova domanda.
Tuttavia se i fondamentali dell'economia sembrano muoversi, le famiglie rimangono caute e potrebbero rivedere i loro più parco stile di vita, forse, solo dopo che gran parte della perdita del potere d'acquisto sarà recuperata.
"Per le famiglie una sorta di vera discesa senza alcun paracadute," dice Francesco Antonich, vicedirettore di Confcommercio Unione Venezia - nel secondo trimestre il potere d'acquisto si è ridotto dell'1,6% rispetto al trimestre precedente; ma di ben oltre quattro punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011 per finire con un ulteriore -3,5% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno".
Quanto alla manovra finanziaria proposta nella Legge di Stabilità, i dati dell'Istat confermano in sostanza le preoccupazioni espresse sia dalle categorie produttive che dai sindacati: di fatto un aggravio.
" Una riduzione media di 240 euro di imposta per famiglia - continua Antonich citando dati Istat - servirà a mala pena per pagare una parte delle spese essenziali aggravate da un punto in più di Iva, ma se ci aggiungiamo la retroattività di alcune misure, come la franchigia e la riduzione delle detrazioni e delle deduzioni, avremo di fatto un aggravio che, per poco meno dell'8% delle famiglie, l'Istat stima intorno ai 290 Euro, al netto dei costi da Iva maggiorata".
Appare sempre più probabile che la domanda interna potrà essere riaccesa solamente se l'export ripartirà alla grande e se i primi timidi incrementi di fatturato non saranno stroncati dalla pressione fiscale ma orientati a colmare i vuoti strutturali -investimenti, mezzi - e di risorse umane - competenze, creatività e motivazione - che la crisi ha inevitabilmente prodotto e lasciato al suo passaggio.

23/10/2012


 
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