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Art. 62

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Art. 62: regola pesante per chi lavora con la Pubblica amministrazione

Domani, salvo un decreto legge di proroga al fotofinish sempre più improbabile, entreranno in vigore le norme che impongono, tra le altre, limiti temporali per il pagamento delle fatture a fronte di forniture per beni agricoli ed alimentari deperibili (massimo 30 giorni) e non( massimo 60 giorni. Una norma che, almeno nelle intenzioni, doveva tutelare i produttori agricoli e zootecnici dalle prevaricazioni della grande distribuzione organizzata ma che finiscono invece per imbrigliare proprio gli anelli più deboli della catena: piccoli grossisti, dettaglianti, pubblici esercizi e ristorazione collettiva.
E proprio quest'ultimo settore, che riunisce imprese di servizio mensa e catering aziendali e per comunità e che hanno tra i maggiori clienti scuole e più in generale la pubblica amministrazione, lancia l'ennesimo allarme sulle conseguenze della nuova normativa. Infatti questa esclude dagli obblighi pubblica amministrazione e clienti finali.
"Una situazione paradossale e paralizzante - grida Massimo Zanon, Presidente di Confcommercio Unione Venezia - perché è notorio che la pubblica amministrazione ha tempi di pagamento dei propri fornitori che superano di gran lunga, spesso, i due - tre mesi, ma il settore registra anche liquidazioni dopo uno o due anni. Questo significa che molte aziende per rispettare la norma dovranno indebitarsi e ricorrere al credito il che significa avviare un pericolosissimo circolo vizioso data la nota congiuntura economica e finanziaria."
E per chi opera con la Pubblica Amministrazione non finisce qui: all'aumento dell'iva dal prossimo luglio (dal 10 all'11%), la bozza di Legge di Stabilità 2013 propone il raddoppio (dal 5 al 10%) del taglio dell'ammontare dei corrispettivi dei contratti con il sistema sanitario e la non pignorabilità, in caso di mancato pagamento delle forniture, dei beni delle amministrazioni della sanità e della giustizia, debitori tra i più lenti ad onorare le fatture.

22/10/2012


 
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