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Finanziaria: meno Irpef per consentire di pagare la maggiorazione IVA

Attendiamo di analizzare i dettagli della bozza di lavoro della Legge di Stabilità 2013, predisposta dall'ultimo Consiglio dei Ministri, ma le premesse sono tutt'altro che positive, a maggior ragione se riflettiamo sui fondamentali dell'economia monitorati in questi giorni dall'Istat.
In sintesi: una contrazione di oltre un punto percentuale della propensione al risparmio degli italiani - si sta letteralmente dando fondo ai patrimoni di famiglia, ovvero ai risparmi di anni di lavoro -, l'inflazione che permane al di sopra dei tre punti percentuali con una perdita del potere d'acquisto crollato, in un anno, del 4%.
Ebbene, di fronte a questo quadro, per altro oggetto di un'indagine del Centro Studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia che indica prospettive infauste, a meno che non si metta mano ad una seppur graduale manovra espansiva, il Governo propone una diminuzione delle aliquote di un punto percentuale per i redditi più bassi (dai 15 mila ai 28 mila) sperando che tale specchietto possa abbagliare i contribuenti perché non vedano il muro dell'IVA che sarà elevato, seppur da luglio 2013, dal 10 all'11%, per l'aliquota più bassa, e dal 21 al 22% per quella ordinaria.
"Ma a conti fatti è come dire che lo Stato abbassa l'irpef per consentire di poter pagare l'aggravio per le spese di generi di prima necessità e per le bollette - sbotta Massimo Zanon, Presidente di Confommercio Unione Venezia - basti pensare che nei primi sei mesi del nuovo anno si avrà a mala pena la possibilità, per i redditi più bassi, di risparmiare qualche euro per le batoste d'autunno e per pagare in estate proprio le bollette legate ai consumi energetici".
"Dubito che avremo un effetto reddito vero - ammette perplesso Antonich, vicedirettore della stessa Unione che richiama i dati preoccupanti dell'Istat - anche a fare i conti di Bertoldo, al mese ci saranno in tasca si e no una ventina di Euro in più, già ridotti per la dinamica dell'inflazione, e comunque sarà una variazione davvero vicina al punto percentuale: sembra davvero una manovra di stabilità: ma della pressione fiscale e della compressione dei consumi. Per i cittadini e consumatori, come sentirsi dire dal Governo: farete sacrifici, ma alla fine vi concediamo il caffè...".

10/10/2012


 
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