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Carta d'Identità Elettronica?

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CONFCOMMERCIO - Carta d'Identità Elettronica? Non è così che si esce dalla crisi

Un solo documento elettronico multitasking al posto della carta di identità, tessera sanitaria e codice fiscale che permetterà di accedere più facilmente ai servizi online della Pubblica Amministrazione. La card diventerà il riferimento unico attraverso cui il cittadino viene riconosciuto dalle amministrazioni dello Stato.

La Carta d'Identità Elettronica (Cie) sarà il nuovo documento destinato a contenere tutti i dati identificativi e le informazioni ufficiali relative alla persona e a funzionare anche come carta di servizi: documento di identità, tessera sanitaria, codice fiscale memorizzati in un micorchip, su un unico supporto. Oltre a contenere tutti i dati anagrafici del cittadino, la Cie costituirà una piattaforma preferenziale di comunicazione tra la persona e i servizi erogati a livello locale e nazionale: il fascicolo sanitario elettronico, le prescrizioni mediche online, le iniziative per la scuola digitale, l'abbonamento per il trasporto pubblico locale.

Il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha annunciato la distribuzione delle prime carte "nella primavera 2013"con l'obiettivo di distribuirne circa 8 milioni l'anno, per un costo di circa 62 milioni di euro l'anno.

Il Direttore Confcommercio Unione Venezia, Danilo De Nardi, commenta in proposito: "L'accelerata digitale voluta dal Governo non è certo contestabile, ma c'è il rischio che, oltre a non mettere a fuoco compiutamente i problemi reali del Paese e delle imprese, distolga l'attenzione dalle azioni fondamentali da mettere in campo a favore della ripresa. Per riavviare l'economia, infatti, non basterà il miglioramento dell'efficienza del sistema attraverso la digitalizzazione... Le riforme più urgenti di cui necessitano le imprese sono quelle volte a contrastare i costi crescenti della burocrazia, l'ormai insostenibile pressione fiscale, le inefficienze e gli sprechi della spesa pubblica, le carenze infrastrutturali".

Conclude De Nardi: "Ho paura che queste misure risultino troppo distanti dalla realtà imprenditoriale del territorio. Sarebbe forse meglio porsi obiettivi più modesti, ma concreti, raggiungibili e con ricadute immediate e positive anche sull'economia locale".

08/10/2012


 
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