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CARO BENZINA

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CARO BENZINA: CALANO I CONSUMI, MA AUMENTANO LE ENTRATE FISCALI

E mentre a Roma si parla di accise mobili, la Regione Toscana fornisce fondi di garanzia ai gestori per riscattare gli impianti.

Sono giorni frenetici per il settore carburanti, con molti problemi, poche soluzioni e qualche novità in arrivo. Ne dà informazione Pierpaolo Dall'Agnola, referente dei Sindacati di Categoria di Confcommercio Unione Venezia.

Innanzitutto, un dato: crisi e caro carburanti hanno provocato nei primi otto mesi dell'anno una contrazione dei consumi di benzina e gasolio pari al 9,3%. Gli "scontoni" dell'estate, con gli italiani in coda agli impianti nei fine settimana, non sono bastati a risollevare un trend negativo che ha penalizzato soprattutto i gestori, ma anche le compagnie petrolifere.

L'unico che si salva, come spiegava bene nei giorni scorsi il Sole24Ore, è lo Stato: tra gennaio e agosto il fisco ha ricavato sui carburanti 3,6 miliardi di gettito in più (+17,4%) rispetto allo stesso periodo del 2011; l'incidenza fiscale media sulla benzina è aumentata del 22,45%, quella sul gasolio del 33,04%. Tali incrementi sono accentuati non solo dalla c.d. doppia imposizione (accisa + iva, per cui sui carburanti paghiamo le tasse due volte), ma anche dalla possibilità che hanno avuto le Regioni di applicare ulteriori addizionali locali.

Per far fronte a questa situazione - ricorda Dall'Agnola - il Ministero dello sviluppo economico ha predisposto una bozza di decreto per varare un meccanismo di accisa mobile sui carburanti, che consentirebbe di variare tale imposta sia al rialzo che al ribasso, sulla base delle variazioni del gettito IVA, calcolato non su tutto il prezzo dei carburanti alla pompa, ma solo sulla componente industriale derivante dal mercato internazionale (c.d. prezzo Platt's), meccanismo che potrebbe trovare applicazione il prossimo novembre.

L'intervento annunciato dal Ministero, dunque, non incide direttamente né sulle pesanti accise di base, né sull'IVA sulle accise, ma si limita ad operare su una componente fiscale che vale non più del 7/8 % del prezzo complessivo alla pompa. E questo, solamente sulle variazioni calcolate sulla media di un trimestre. A detta di molti, sembra poca cosa...

Merita invece più attenzione il positivo protocollo d'intesa firmato in Toscana da Regione e Associazioni di Categoria, grazie al quale la Regione metterà a disposizione dei gestori fondi di garanzia per favorire la loro aggregazione d'imprese e la possibilità che questi riscattino l'impianto dalle Compagnie, favorendo così economie di scala che aumentino la capacità dei gestori di acquistare all'ingrosso i carburanti (senza fornitori, quantitativi e prezzi imposti), ottenendone un prezzo finale più basso, anche per gli utenti.

27/09/2012


 
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