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Confcommercio denuncia: l'incidenza delle spese obbligate deprime i consumi

"Altro che prezzi al consumo: sono le spese fisse a pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie". A dichiararlo è Danilo De Nardi, Direttore Confcommercio Unione Venezia, il quale, commentando i dati diffusi dall'Ufficio Studi Confcommercio secondo i quali la spesa destinata ai consumi obbligati è passata dal 32,3 al 39,5 per cento sul totale dei consumi, aggiunge: "Se aumenti di prezzi vi sono stati nei negozi, essi non sono che il riflesso di una generale maggiorazione del costo della vita e dei prezzi alla produzione. Anzi, i commercianti molto spesso hanno contenuto tali aumenti assottigliando i propri ricavi, come ad esempio è accaduto in occasione dell'innalzamento dell'iva al 21%, proprio per non deprimere ulteriormente i consumi di beni, già ridotti all'osso".

Secondo Confcommercio negli ultimi venti anni la spesa delle famiglie destinata ai consumi obbligati (bollette, affitti, servizi bancari e assicurativi, carburanti, spese sanitarie, trasporti, eccetera) è aumentata di oltre 7 punti percentuali passando dal 32,3% sul totale dei consumi del 1992 al 39,5% del 2011. Tra le spese fisse, è l'abitazione ad assorbire - tra affitto, manutenzione ed utenze - le maggiori quote di consumo (quasi il 23% contro il 17% del 1992); nello stesso periodo la quota di consumi "liberi" delle famiglie - quelli cioè per beni e servizi commercializzabili - si è ridotta passando dal 67,7% al 60,5%. All'interno del solo comparto dei beni, i cui consumi sono diminuiti nel complesso di oltre 10 punti percentuali, la spesa per alimentari e bevande si è progressivamente ridimensionata passando dal 19,5% al 15,1%. Determinanti, in questo quadro, le dinamiche dei prezzi che, per i beni e i servizi obbligati, risultano più che raddoppiati nel periodo considerato a fronte di un aumento molto più contenuto dei beni e servizi liberi: dal 2010 al 2012, l'aumento del prezzo dei carburanti (mediamente 46 centesimi al litro) ha sottratto risorse per altri consumi pari ad oltre 6 miliardi di euro l'anno. Tra i servizi pubblici, i maggiori aumenti si registrano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (+80% dal 1996 al 2011) e per i servizi di trasporto (+65% circa).

15/09/2012


 
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