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Bentornata a casa, Germania

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Bentornata a casa, Germania

Parafrasando il filosofo teutonico si potrebbe dire "La grande Europa sopra di me e il buon rigore dentro di me": ci fa piacere sapere che i nipotini di Kant siano "ritornati" in Europa, ed anzi, abbiano capito che l'Europa è patrimonio di tutti e che fare l'sola felice al centro del continente sarebbe stata solo un'illusione, e che i fondamentali macroeconomici di ciascun stato si riequilibrano tutti insieme o non se ne fa nulla.
La decisione dell'Alta Corte tedesca di Karlsruhe, che ha considerato costituzionalmente legittimo il nuovo meccanismo europeo di salvataggio (ESM) e il Fiscal Pact, seppur con una condizione, quella di lasciare al Parlamento federale di Berlino la concessione di acconsentire ad eventuali esposizioni a vantaggio del fondo "salva Stati"al di sopra dei 190 miliardi di euro, fa si che la Germania possa, almeno per il momento, riconsiderarsi nuovamente una responsabile e partner dell'Unione europea politica.
Non saranno certo i primi positivi segnali dei fondamentali dell'economia e i rialzi dei mercati finanziari di queste prime ore a sancire lo scongiurato pericolo di un possibile aggravarsi della crisi, ma certo possiamo dire che numerosi "pazienti gravi" dell'eurozona da oggi sono possono almeno essere stabilizzati: gli Stati amici al capezzale possono trarre un sospiro di sollievo.
I postumi di questa crisi non avranno il volto devastato dell'Europa postbellica, ma le ridotte capacità di spesa dei cittadini, la precarietà della classe media, la portata del debito pubblico e i sacrifici a medio termine che ogni Stato dovrà sostenere, come nel secondo dopoguerra necessitano di alcuni strumenti: solidarietà tra gli Stati, rigore al loro interno per perseguire gli obiettivi di risanamento e non vanificare i sacrifici quotidiani.
Imperativi categorici per garantire le condizioni di una ripresa reale, graduale e costante e poter presto dire: Europa... uber alles!

12/09/2012


 
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