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LUOGHI COMUNI

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CONFCOMMERCIO: QUEI LUOGHI COMUNI CHE FERISCONO LA SOCIETA'

Dito puntato sui pubblici esercizi: semplice e scontato, aiuta a raccogliere consensi.
Così succede che un branco di balordi alla soglia dei trent'anni aggrediscano un poveraccio nel cuore ormai ferito di Mestre, e la colpa diventa automaticamente dei baristi della zona, che, addirittura, avrebbero indotto i criminali all'alcolismo. Di più: si scomoda una fantomatica "cultura dello spritz", movimento messo in moto a seguito dell'applicazione di tariffe low cost nella vendita di alcolici a minorenni... Indovinate da chi? Ma certo, dagli esercenti! Tutti sanno che questi osti sono in realtà degli sfruttatori della società che inducono all'utilizzo sfrenato di alcool soprattutto i minori di 18 anni, per non parlare di come istigano i più giovani ad utilizzare le slot machines! Come se non fossero abbastanza impegnati a districarsi tra norme igienico-sanitarie, controlli della guardia di finanza, incursioni della microcriminalità, vessazioni tributarie sempre più incalzanti e sempre più stringenti, stretta da parte degli istituti creditizi, liberalizzazioni selvagge, aumento dei prezzi alla produzione e proliferare di forme di concorrenza sleale tanto originali quanto legalizzate.
Non confondiamo le carte: una cosa sono i minori ed un'altra, ben distinta, gli avventori maggiorenni. Una cosa è bere uno spritz in compagnia ed un'altra compiere un'azione criminosa di pestaggio ad un innocente. Una cosa è svolgere onestamente il proprio lavoro (ovvero fare il barista) nel pieno rispetto delle regole, seppur tra tante difficoltà, e ben altra questione è istigare qualcun altro all'ubriachezza. Siamo baristi, non apprendisti ammaestratori del branco.
Ma come, prima accusiamo tutti gli operatori del commercio in senso lato che impongono prezzi troppo alti (tra l'altro, come se questa fosse unicamente loro libera facoltà!), e poi ci lamentiamo se qualche bar per restare a galla abbassa i prezzi degli spritz?
Come la metti la metti, chi ha un negozio o un pubblico esercizio viene sempre dipinto come colpevole. Certo che è comodo, perché mette tutti d'accordo. Ma questa visione manichea delle cose, oltre ad essere semplicistica e stucchevole, ferisce, perché addita in modo sistematico e completamente gratuito una categoria di lavoratori mai come ora impegnata ad affrontare problematiche con risvolti talvolta drammatici. Questo, piuttosto che capire che è da coloro che realmente fanno economia sul territorio che si deve ripartire per risollevare il Sistema Paese; questo anziché supportarli, incentivarli, tutelarli.
Più della violenza possono solo i luoghi comuni, soprattutto se provengono da fonti, cosiddette, autorevoli.

Confcommercio Unione Venezia

11/09/2012


 
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