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ESSERE CITTA'

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ESSERE CITTA'? E'UN ARTE SECOLARE, NON UN OPTIONAL

La scelta della Provincia di Venezia di revocare la qualifica di Città d'arte per il Comune di Noventa di Piave va nella direzione giusta: l'amministrazione provinciale ha saggiamente valutato che non sussistevano i parametri necessari e sufficienti per quel comune per definirsi tale. Confcommercio Unione Venezia ha avuto modo di esprimere formalmente in sede di consultazione, il proprio parere negativo, sia al Comune che alla Provincia, mettendo in discussione la qualità dei flussi turistici e il fatto che non si può definire una città d'arte una realtà urbana dopo che si è deciso di destinare un'importante superficie ad un complesso commerciale di ampie proporzioni che, per giunta, avrebbe la hollywoodiana velleità di imitare l'architettura storica presente sul territorio e che la identifica ormai nell'immaginario collettivo e la connota nelle motivazioni che spingono ad andarci.
"L'arte non si può imitare: sagome che ripropongono case finte, campanili improbabili e persino le torri dell'Arsenale di Venezia, costituiscono uno sfregio per un territorio che avrebbe tutt'altra identità, per altro di grande dignità paesaggistica, ambientale ed anche storica viste le importanti tracce di origini romane - spiega Francesco Antonich, Vicedirettore di Confcommercio Unione Venezia - per non parlare degli eventi sempre più organizzati e realizzati nello scenario del complesso commerciale e sempre meno nel centro del paese".
Per non parlare delle conseguenze sulla concorrenza e sull'impatto dell'economia della distribuzione commerciale di dettaglio del territorio circostante.
"Certo la liberalizzazione e i decreti del Governo Monti rendono forse questa scelta solo una vittoria di Pirro - conclude Antonich - ma può costituire comunque un precedente importante per la riflessione che si impone sul governo del territorio e sulla qualità del paesaggio e sulle scelte future di un'identità del Veneto che da secoli rimane risorsa strategica e attrattiva per tutto il mondo, al di là delle mode, dello shopping e delle crisi economiche".

06/09/2012


 
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