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LA STORIA CI INSEGNA

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DE NARDI: LA STORIA CI INSEGNA

Sul piano tagli che riguarda le province, i numeri sono chiari: si salva solo chi ha
più di 350 mila abitanti sparsi su un'area di almeno 2.500 chilometri quadrati. Come dire: sopravviveranno Verona e Vicenza; Venezia, in qualità di capoluogo, diventerà città metropolitana; Treviso, Belluno, Padova e Rovigo subiranno degli accorpamenti secondo il disegno della conferenza Regione-autonomie locali entro fine anno.

Apriti cielo: all'indomani dell'annuncio dei tagli si è scatenata una levata di scudi contro la misura. Molti amministratori degli enti coinvolti dall'accorpamento sono insorti: alcune province rischiano di essere soppresse per colpa di pochi chilometri, per non parlare delle accuse di cancellare un pezzo di storia a causa della ridefinizione del territorio... Ancora, destano timore i trasferimenti ai Comuni delle competenze amministrative delle Province e la perdita da parte di queste ultime di alcune funzioni strategiche, nonché la soppressione delle Giunte Provinciali.

Interviene in proposito Danilo De Nardi, Direttore Confcommercio Unione Venezia: "Pensiamo alla storia: nella nostra Regione l'istituzione delle Province risale addirittura al Lombardo-Veneto, quando eravamo sottoposti all'egemonia austriaca; nello Stato sabaudo preunitario l'ordinamento provinciale era stato definito da un Regio Decreto del 1859 che, sul modello francese, aveva stabilito l'organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. La provincia nasceva così come Ente locale dotato di propria rappresentanza elettiva e di un'amministrazione autonoma".

"Forse" commenta De Nardi, non senza ironia "allora, quando il 99% delle persone era impiegato nell'agricoltura, ove si lavorava col solo ausilio delle braccia e dei buoi, quando non esistevano trattori, automobili, radio, televisioni, telefoni e nemmeno internet... Forse allora questi apparati erano comprensibili: oggi, che abbiamo più tempo e più mezzi per interrogarci su tante cose di rilevanza meno primaria, il sospetto è che le Istituzioni provinciali servano solo per assicurare qualche pegno o, nella migliore delle ipotesi, per costituire in certi altolocati salotti argomento selezionato di dibattito ..."

26/07/2012


 
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