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SALDI IN PROVINCIA

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SALDI IN PROVINCIA, PRIMO WEEK-END A MACCHIA DI LEOPARDO

Non è stata una partenza col botto: il primo week-end di saldi nei negozi della provincia di Venezia ha in buona parte confermato le previsioni di Giannino Gabriel, presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Venezia. Se si esclude il centro storico lagunare, dove gli affari sembrano essere andati bene, spinti soprattutto dagli acquisti ‘griffati' dei turisti stranieri, lungo il litorale si è registrato un -20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Là dove si sono messe in campo iniziative di richiamo, come la notte gialla di Spinea, alla quale hanno aderito 50 negozi, la Confcommercio locale parla di un primo bilancio positivo, segno che la rivitalizzazione dei centri storici è la strada giusta da percorrere per dare ossigeno alle attività, oltre che alla vita sociale. Per il resto, la media dei negozi di tutta la provincia, registra un segno negativo.

I DATI. Lo conferma il sondaggio effettuato da Confcommercio Unione Venezia su un campione di 50 negozi fra il centro storico veneziano e la terraferma. In media si è registrato un decremento delle vendite pari al 10%, in linea con il dato nazionale, mentre lo scontrino medio, che a livello nazionale è stato di 103 euro, nella provincia di Venezia si è fermato a quota 73 euro. Drastico il calo delle vendite nelle calzature e nei prodotti da uomo, mentre sono andati discretamente bene i capi femminili leggeri, come le t-shirt, i pantaloncini e la maglieria, ma a basso costo; bene l'intimo non griffato.

"Le località di confine, come il Portogruarese, Bibione e Caorle - spiega Gabriel - stanno risentendo del fatto che le regioni contermini, in questo caso il Friuli, abbiano potuto attuare le vendite promozionali anche nei 30 giorni precedenti i saldi, senza correre rischi, mentre in Veneto vige ancora il divieto. E poi, per i negozi plurimarca dei centri storici, c'è la concorrenza degli outlet e dei temporary shop, per i quali non esiste ancora una regolamentazione precisa come invece avviene in Toscana. Per il resto, anche se molti hanno aspettato i saldi per fare i loro acquisti, non c'è la ressa degli anni scorsi: la crisi si fa sentire anche in questa occasione. Che è un'occasione nel vero senso della parola, considerato che in vendita ci sono le collezioni di una stagione che di fatto è appena iniziata. Chiamarli saldi di fine stagione, perciò, non ha più senso".

10/07/2012


 
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