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DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

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ZANON: LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE DEVE SPINGERE AL CAMBIAMENTO

A dispetto del lieve calo del numero di disoccupati (a maggio il 10,1% in calo del -0,1 punti percentuali a confronto con aprile), la disoccupazione giovanile raggiunge il record di sempre, dal momento che i giovani senza lavoro sono il 36,2% del totale. I dati Istat hanno infatti confermato l'aumento di 0,9 punti percentuali a maggio del tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca. Finora mai era stato registrato un tasso più alto: oltre uno su tre dei giovani "attivi" è in cerca di un lavoro. Mentre se si rapporta il dato dei disoccupati tra i 15 e i 24 anni sul totale della popolazione nella stessa fascia d'età risulta in cerca di un impiego più di uno su dieci anni, il 10,5%.
Questo il commento di Massimo Zanon, presidente Confcommercio Unione Venezia: "La drammaticità della situazione occupazionale che l'Italia sta conoscendo pesa particolarmente sui nostri giovani. Del resto, le imprese già in difficoltà faticano ad assicurare stabilità e formazione ai neofiti del lavoro: finora le microaziende hanno investito con risorse esclusivamente proprie sui giovani, ma in questo momento di crisi occorre un piano lavoro incentivante che supporti l'imprenditore in questo ruolo di mentore. Solo attraverso scelte coraggiose, come la riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro, salveremo il know how imprenditoriale, assicureremo la continuità aziendale, rinnoveremo i nostri circuiti economici con idee ed energie moderne, garantiremo la formazione sul campo alle nuove generazioni, aiuteremo le imprese in difficoltà che non riescono più a farcela col solo ausilio delle proprie personali risorse e troveremo la chiave per abbattere la disoccupazione giovanile, assicurando un raccordo reale tra mondo scolastico/accademico e realtà lavorativa". E aggiunge: "Parlando di disoccupazione, concentriamoci sull'aiuto che possiamo fornire agli imprenditori, che in questo momento sono gli unici che possono creare posti di lavoro, piuttosto che farli diventar matti coi continui controlli della Guardia di Finanza".
Zanon conclude con un affondo: "Nonostante gli sforzi di Confcommercio di avanzare proposte costruttive, il Ddl lavoro rimane caratterizzato da aggravi burocratici nella gestione dei rapporti di lavoro e contributivi dei rinnovati ammortizzatori sociali. Queste zavorre non aiuteranno certamente a far ripartire l'occupazione, così come le ambiguità interpretative degli interventi in materia di flessibilità in uscita."

03/07/2012


 
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