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Infrastrutture Veneto

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Infrastrutture Veneto: ultima chiamata

La competitività è una questione di infrastrutture efficienti: lo sanno bene Paesi come Gran Bretagna, Francia, e Germania che da anni si sono dotati di infrastrutture adeguate al mondo globalizzato. Non solo porti, interporti, aeroporti ma anche e soprattutto cablaggi, infrastrutture -sempre un contro senso ma è proprio così - immateriali, come internet senza fili (tecnologia wireless) perché laddove la grande industria manifatturiera viene meno, cresce la necessità di collegare una rete di servizi, non solo finanziari ma anche commerciali, tra loro.
L'Italia su questo ha fatto passi avanti ma deve compiere ancora alcuni "salti" non più rinviabili. Di questo se ne parla oggi in Confcommercio - Imprese per l'Italia, a Roma, perché per la più autorevole e rappresentativa associazione del terziario integrato l'economia del terzo millennio si gioca il suo posto al sole proprio sulle reti infrastrutturali, ed anzi proprio Confcommercio, presentatore il suo Presidente Carlo Sangalli, sottoporrà al Governo, al Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Corrado Passera, un apposito Libro Bianco con le priorità per colmare il gap italiano e "connettere" l'Italia all'Europa. Inevitabile che il Veneto, cerniera tra l'Europa "che ancora va", Germania, Austria, paesi Baltici e "che sta crescendo", quella dell'Est, rivesta un ruolo strategico in seno a questa agenda delle cose da fare. Del resto è proprio di questi mesi il dibattito che sta interessando il Veneto: TAV si o no? E se si dove?
In questi mesi abbiamo assistito al confronto più politico che tecnico, più di percorsi politici che di tracciati che rispondono all'ingegneria e alla razionalità. Ci si è confrontati più su dove la TAV deve fermarsi che su dove e su quanto rapidamente deve arrivare, tenuto conto che parlare di TAV ha senso se si ragiona in termini di tempi di percorrenza e su un arco di almeno 150 -200 km come tratta minima.
Altra cosa è parlare di rendere agevole il raggiungimento delle località balneari sul litorale, che necessitano di un sistema di logistica leggera, efficiente e collegata ai centri nevralgici della provincia, anzi del baricentro economico e politico del Veneto, E qui vien spontaneo pensare all'Aeroporto Marco Polo di Venezia e Treviso e al Porto di Venezia e alle stazioni ferroviarie di Venezia, Mestre e sul corridoio Est - Ovest, da Milano, passando per Trieste, per l'Europa dell'Est.
L'importante è fare presto e bene. Il Passante di Mestre è stata senz'altro un'opera tanto imponente quanto determinate per capire cosa significhi per i,l veneto dotarsi al più presto delle infrastrutture che attende da decenni.
E' partendo dalla realizzazione delle infrastrutture e dalle connessioni che potremmo valutare anche la dimensione ottimale della tanto decantata Città Metropolitana, e quindi parlare dell'ottimale livello di governo necessario per gestirla.
Una volta tanto la tecnica, l'ingegneria deve avere la giusta voce in capitolo: la politica, del resto, sino ad ora ha semmai fermato tutto intorno a sterili interessi.
Sarà meglio che il Veneto si doti di una propria opportuna ragnatela infrastrutturale, altrimenti si limiterà a fare la fine della mosca, vittima del ragno della globalizzazione.

16/05/2012


 
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