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Inflazione

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Inflazione: non si salva neanche la grande distribuzione

Non si salva più nemmeno la grande distribuzione di fronte al carovita. Sino ad oggi veniva sbandierata la convenienza del fare la spesa nelle grandi catene distributive, ma lo sfondamento del tetto dei tre punti percentuali (3,3% per la precisione su base annua) dell'inflazione che al netto dei beni energetici, sempre su base annua, sale al 4,2% a causa del rincaro registrato soprattutto per i beni di prima e primissima necessità non può certo essere additata alle disfunzione del commercio al dettaglio tradizionale. Tanto più che il rilevamento dei prezzi è in gran parte effettuato per lo più nelle grandi catene.
Né è credibile che la politica degli sconti possa essere continuata a lungo nel tempo.
La crisi sta dunque evidenziando che i costi e gli incrementi non dipendono dall'inefficienza del sistema produttivo, ma da fattori economici e politici - basti pensare all'incidenza dell'iva al 21% e del disastroso effetto annuncio del prossimo incremento al 23% .
"E' tempo di smetterla di dire che grandi strutture fa rima con risparmio e con convenienza" - dice Massimo Zanon" - i dati dell'inflazione parlano chiaro e il calo dei consumi pro capite, anche a fronte della politica del paghi 2 prendi 3 la dice lunga" .
Invece, come continuano a segnalare soprattutto i negozianti di vicinato che curano come non mai in questo periodo la fidelizzazione del cliente, sono in crescita i crediti e le dilazioni di pagamento che non interessano più solo l'anziano pensionato e il mezzo etto di prosciutto cotto, ma anche altri clienti che sino a qualche mese fa riuscivano ancora a far quadrare i conti.
"Bisogna mettersi in testa - spiega Zanon preoccupato - che il negozio al dettaglio in questo difficile momento si sta rilevando un punto di riferimento per la clientela e per i cittadini, e senza sacrificare la qualità dei propri prodotti" .
Infine il Presidente di Confcommercio imprese Venezia ritorna su un punto sempre più critico: " Ci preoccupa il crescente credito al consumo erogato proprio dalle società legate alla grande distribuzione: una bomba ad orologeria perché non sempre il consumatore è consapevole di importi, scadenze e soprattutto cumulo del debito". Come rileva per altro un altro dato in costante crescita da mesi: la cessione di un quinto dello stipendio.

16/05/2012


 
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