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LE EDICOLE

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LE EDICOLE TRA ART.39, REGIME AUTORIZZATORIO E INFORMATIZZAZIONE DEL PUNTO VENDITA

All'assemblea provinciale di Venezia, lo Snag si interroga sul presente e futuro dei giornalai

Come saranno le nostre edicole tra qualche anno? E come cambierà l'attività del giornalaio?
Queste alcune delle domande a cui si è tentato di rispondere mercoledì 30 maggio all'assemblea provinciale dello SNAG di Venezia, il sindacato dei giornalai di Confcommercio.
Presente per l'occasione Andrea Innocenti, Vicepresidente dello Snag Nazionale, che ha illustrato agli associati le ultime novità in tema di art. 39 (gestione della resa anticipata), regime autorizzatorio e informatizzazione del punto vendita.

Si è dunque partiti dalla principale novità di queste settimane, ovvero l'art.39 del D.L. 24 gennaio 2012 n.1, che - è bene sottolinearlo - ad oggi non ha modificato il regime autorizzatorio e di pianificazione previsto dal D.Lgs. 170/2001.
I giornalai di Confcommercio chiedono al Governo e alle Regioni criteri unitari in materia di autorizzazione e pianificazione comunale per la vendita di quotidiani e periodici; infatti anche in Veneto entro il 30 settembre la Regione dovrà modificare l'attuale disciplina del sistema di diffusione della stampa (a seguito dei decreti n. 201 del 2011, n. 1 del 2012 e n. 5 del 2012), sostituendo i contingenti quantitativi con criteri qualitativi, ma - chiedono gli edicolanti - garantendo il mantenimento del regime delle autorizzazioni, a tutela della rilevanza costituzionale dell'attività svolta dalle edicole e della necessaria garanzia del pluralismo informativo (i principi del D.Lgs. 170/2001).

Tornando all'art. 39, Innocenti ha ricordato come questo abbia comportato un grande cambiamento delle regole del rapporto distributivo, riconoscendo agli edicolanti importanti diritti e facoltà: i giornalai potranno infatti rendere, in compensazione, i prodotti ricevuti in conto vendita dai distributori, al fine di ridurre la anticipazioni finanziarie, defalcando il valore delle pubblicazioni rese dal primo estratto conto utile.
Tale facoltà - ha sottolineato Innocenti - dovrà essere esercitata con estrema prudenza e attenzione, tenendo conto del principio di parità di trattamento tra le testate e con consapevolezza imprenditoriale, perché l'obiettivo non è solo quello di ridurre gli importi dell'estratto conto, ma è soprattutto quello di ottimizzare le forniture e massimizzare le vendite. Detto altrimenti, abusare dell'art. 39 per liberare spazio in edicola con una resa indiscriminata, rischia di deprimere le vendite della stessa edicola sottraendo dalla circolazione prodotti editoriali assolutamente vendibili.
Non solo. L'art. 39 riconosce ai rivenditori anche la possibilità di contestare al distributore locale sia le carenze che gli eccessi di fornitura (devono però essere dimostrati con documentazione adeguata), richiedendo un adeguamento più rispondente alla domanda di mercato e alle reali esigenze diffusionali del punto vendita.

Di fronte a queste importanti novità le reazioni dalla sala non si sono fatte attendere. Molte le domande e le risposte date in assemblea.

Pierangelo Rossetto, rappresentante provinciale degli edicolanti veneziani, ha concluso i lavori osservando come queste novità di legge inducano l'edicolante ad adottare una nuova e più attenta strategia di vendita, soppesando bene la rese e soprattutto dotandosi di tutti gli strumenti - in primis, informatici - che consentano un monitoraggio costante e puntuale della gestione dei prodotti editoriali.

Sembra dunque che la vecchia immagine dell'edicolante - con la matita all'orecchio, intento nel retrobottega a far conteggi per la resa, tra pacchi e pacchi di giornali - sia destinata ad andare in pensione: informatizzazione del punto vendita e gestione attenta delle strategie commerciali sono il futuro per i giornalai, anche della provincia di Venezia .

31/05/2012


 
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