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Analisi dinamiche dei consumi

Il Centro studi FIPE Confcommercio ha condotto un'elaborazione su dati ISTAT per analizzare le dinamiche regionali dei consumi delle famiglie nel periodo 2007-2011.
In Veneto tra il 2007 ed il 2011 la spesa media annuale delle famiglie italiane è calata, in termini reali, del 9,6%, pari in valore assoluto a circa 3.800 euro all'anno. Il dato appare ancor più significativo se confrontato col quadro nazionale, ove la contrazione dei consumi si è attestata su -6,1% (ovvero poco meno di duemila euro all'anno).
Il calo è quasi generalizzato a livello di tipologia di bene e/o di servizio e, per quanto riguarda il Veneto, la situazione si dimostra più grave rispetto a quanto avviene in Italia per alcuni dei settori considerati strategici per la nostra regione.
In particolare, il settore della ristorazione, all'interno dell'aggregato "Tempo libero, cultura e giochi", ha subito una riduzione di circa 11 punti percentuali, rappresentando a livello Italia (che mediamente registra -6%) uno dei picchi più negativi. In termini assoluti le famiglie venete hanno tagliato la spesa, in questo capitolo, di oltre 215 euro all'anno.
A salvarsi in ambito regionale sono soltanto le spese per comunicazioni (+1,8%). Per tutte le altre il segno è negativo all'interno di una forchetta che va dal -1,5% delle spese per l'istruzione al -20,7% dei trasporti passando per il -13,7% dei tabacchi ed il -16,2% dell'abbigliamento.

L'analisi delle dinamiche per capitolo di spesa in ambito territoriale offre numerosi spunti di riflessione che permettono di capire dove la crisi ha colpito più duramente e dove le famiglie hanno modificato maggiormente il budget familiare destinato ai consumi con la conseguente modificazione dei comportamenti di spesa.

Una voce a cui prestare grande attenzione è quella dei consumi alimentari. Qui, a fronte di una flessione italiana media di circa 7 punti percentuali, si deve registrare in Veneto la meno drammatica contrazione del -4% che, seppur molto significativa, è decisamente più contenuta rispetto a quanto non avvenga in altre regioni anche del nord (Trentino -13,7%, Valle D'Aosta -18,1%).

L'abbigliamento è un'altra voce che evoca suggestioni forti quando si parla di consumi nel nostro Paese. Qui il calo ha superato le due cifre (-11,3% a livello italiano, -16,2% in Veneto ma ci sono regioni in cui la flessione è stata doppia e addirittura tripla).

Le spese per l'abitazione si avvantaggiano del fatto di essere spese perlopiù obbligate, pertanto i tagli a livello italiano ci sono stati ma in modo assai limitato (-0,4%). Ciò nonostante, in Veneto i consumi delle famiglie sono calati del 6,2% per quanto attiene al comparto abitazione, combustibili ed energia.

Molto significativi i tagli nell'arredamento, nel tempo libero e nei trasporti (in Veneto, rispettivamente -8,3%, -11% e -20,7%). La crisi ha imposto in modo generalizzato di rimandare le spese importanti a tempi migliori, se arriveranno.

Preoccupanti i tagli alle spese per la salute, anche se in questo capitolo non si può generalizzare. Se in questo caso il dato regionale si appaia su quello italiano (rispettivamente -6,1% e -6,5%), in diverse regioni la spesa sanitaria è aumentata ed anche significativamente.

19/04/2012


 
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