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ETICHETTATURA ABBIGLIAMENTO

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ETICHETTATURA ABBIGLIAMENTO: ULTIME NOVITA' E CONTROLLI

I consigli di Federazione Moda Italia agli associati

A seguito di alcuni controlli effettuati in questi giorni sulla regolarità dell'etichettatura dei prodotti tessili e di abbigliamento, è opportuno riassumere le principali disposizioni in materia e le ultime novità.

In base al D.Lgs. 194/99 e al D.Lgs. 206/05 (Codice del Consumo), tutti i prodotti tessili e dell'abbigliamento, per poter essere messi in vendita al pubblico, devono obbligatoriamente avere l'etichetta redatta almeno in lingua italiana con:
- denominazione legale o merceologica del prodotto
- indicazione del produttore o rivenditore/importatore UE
- composizione fibrosa, espressa in percentuale
- eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all'uomo, alle cose e all'ambiente
- eventuali materiali o metodi di lavorazione determinanti per la qualità e le caratteristiche merceologiche del prodotto
- eventuali istruzioni e precauzioni utili ai fini della fruizione e sicurezza del prodotto

Vi sono poi delle significative NOVITA' A PARTIRE DALL'8 MAGGIO 2012: in base al Regolamento UE 1007/2011 l'etichetta dovrà infatti indicare anche:
• l'eventuale presenza di "parti non tessili di origine animale"
• la percentuale di tutte le fibre (eliminata quindi la dicitura "minimo 85%")
• la dicitura "altre fibre" solo quando una fibra rappresenti fino al 5% del peso totale del prodotto, o più fibre rappresentino collettivamente fino al 15% del peso totale del prodotto
Tutti i prodotti tessili in regola già immessi sul mercato prima dell'8 maggio 2012 potranno continuare a circolare solo FINO AL 9 NOVEMBRE 2014.

Il Presidente Provinciale di Federazione Moda Italia Venezia Giannino Gabriel ricorda infine che nelle fasi precedenti la vendita al pubblico (dall'industria/grossista al dettagliante) l'etichetta può essere sostituita con le informazioni suddette riportate in fattura o nei documenti di trasporto; in ogni caso l'obbligo di etichettatura del prodotto scatta nel momento in cui la merce viene venduta al pubblico, pertanto ricade sempre sul dettagliante l'onere di vendere un prodotto con etichettatura in regola. Per questo - conclude Gabriel - consiglio caldamente agli associati di chiedere sempre al proprio fornitore che i prodotti ordinati vengano consegnati già etichettati secondo le regole suddette e in lingua italiana.

Gli Organi di controllo (CCIAA, GdF, Polizia Municipale, Agenzia delle Dogane) possono svolgere i controlli prelevando dei prodotti per le analisi di laboratorio e comminando delle sanzioni amministrative per etichetta non corrispondente alla reale composizione del prodotto (da € 1.032 a € 5.164) o per etichetta non presente o compilata scorrettamente (da € 103 a € 3.098).

18/04/2012


 
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