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Tirocinio

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Tirocinio

Se la comunicazione è irregolare, scatta la sanzione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito l'ambito di applicazione delle sanzioni amministrative con particolare riferimento alle ipotesi in cui l'organo ispettivo qualifichi diversamente un contratto di tirocinio comunicato regolarmente al Servizio competente.
La Direzione Generale per l'Attività in merito ha voluto ribadire il percorso normativo, richiamando anzitutto la legge di Stabilità del 2007, che ha incluso anche la trasformazione dei tirocini in lavoro subordinato.
La stessa legge, per altro, estende in capo a tutti i datori di lavoro l'obbligo di effettuare la comunicazione per tutte le tipologie di lavoro subordinato o autonomo in forma coordinata e continuativa, sia per l'instaurazione che la cessazione del rapporto di lavoro che per ogni suo evento modificativo.
La medesima Direzione, inoltre, richiama l'attenzione sul Decreto Legge 183/2011 e la circolare del Ministero n. 24 del 2011. Infatti il DL ha modificato la disciplina con l'obiettivo di assicurare i livelli essenziali di tutela dei tirocini formativi e di orientamento e la circolare ha chiarito che, nelle ipotesi in cui ricorrano elementi per una valutazione di non legittimità del tirocinio, il personale ispettivo "dovrà procedere a riqualificare il rapporto di lavoro [...] con relativa applicazione delle sanzioni amministrative[...] disponendo al recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi così omessi".
Il Ministero, quindi, conclude affermando che essendo la sanzione amministrativa legata è legata all'eventuale omissione di comunicazione obbligatoria, ma anche ad una diversa o errata indicazione dei dati richiesti.
Pertanto, nell'ipotesi in cui gli ispettori rinvengano la non legittimità del tirocinio ed il configurarsi di altra tipologia contrattuale, questi potranno applicare la sanzione amministrativa di cui il comma 3 dell'art. 19 del D.lgs 276 del 2003, così come avviene per ogni altra ipotesi di riqualificazione del rapporto di lavoro.
Si suggerisce pertanto, nel caso si voglia fruire di questa formula contrattuale, di verificare puntualmente l'iter procedurale ed il suo espletamento, preferibilmente facendosi assistere dai competenti uffici di Confcommercio presenti nei diversi mandamenti della provincia.

13/02/2012


 
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