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PARARSE I OCI NELLA VENEZIA DEL SETTECENTO

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PARARSE I OCI NELLA VENEZIA DEL SETTECENTO

L'Assopto Venezia ha realizzato il catalogo di una inedita mostra di antiche lenti e occhiali veneziani

Nel gergo popolare veneziano "Pararse i oci", non è semplicemente un modo per indicare l'azione del ripararsi da qualche cosa, ma nella terminologia è intrinseco un valore aggiunto come quello della protezione. Nel caso specifico,  determina l'atto del preservare l'organo della vista da quegli agenti esterni che feriscono l'occhio.

Da questa espressione prende il nome una mostra - "Pararse i oci nella Venezia del settecento" - che, da fine luglio a fine novembre, presso il Museo dell'Occhiale di Pieve di Cadore, esporrà numerose lenti e occhiali del 700 rinvenuti a Venezia, che ripropongono colori, forme e storia di questa passione per i vetri da vista e da sole, che da secoli accomuna il Cadore e la Serenissima.

Quest'anno, grazie a questo evento, pezzi rarissimi, finora gelosamente custoditi, escono dall'area degli storici e collezionisti, e vengono esposti per la prima volta al grande pubblico, che potrà seguirne i significati e le relative scoperte. La mostra è dunque di grande interesse in quanto traccia la storia della funzionalità degli occhiali in relazione non solo alla necessità di vedere di più e meglio, ma anche alla necessità di proteggere la vista dai raggi della luce nocivi per l'occhio umano.

Si potrà osservare come nella Venezia del 1700, la protezione fosse una cosa molto sentita e come gli ottici dell'epoca, all'avanguardia nella produzione del vetro e per primi al mondo, svilupparono dei manufatti di assoluta qualità ed eleganza.  

Anche la Stazione Scientifica del Vetro di Murano, di norma preposta ad analizzare i vetri artigianali/industriali, è rimasta affascinata dalla preziosità ed importanza di questi reperti, tant'è che ha voluto offrire il suo contributo per le analisi di laboratorio di questi vetri unici.

Ci troviamo quindi di fronte ad un importante percorso storico, culturale, scientifico e di moda, che ha risvegliato non solo la passione di tanti ricercatori, ma anche - questo è l'auspicio - del pubblico che vorrà visitare l'esposizione.

L'Assopto Venezia - Associazione degli Ottici Optometristi della Provincia di Venezia, aderente a Confcommercio - ha collaborato con il Museo dell'Occhiale realizzando il catalogo della mostra. Il Presidente di Assopto Venezia Carlo Ghiotto spiega che "il tema della protezione solare è sempre di maggiore attualità, a causa dell'assottigliamento dello strato dell'ozono che, riducendo l'assorbimento dei raggi ultravioletti, produce gravi danni al sistema visivo."

"La scienza ottica - prosegue Ghiotto - ha oramai individuato numerosi fattori di rischio per i nostri occhi, e le aziende produttrici di lenti sviluppano incessantemente nuovi materiali per ridurre i rischi correlati. Tuttavia nella nostra pratica, dobbiamo quotidianamente mettere in guardia  il pubblico dall'uso scorretto di certi mezzi protettivi. Si tratta di un utilizzo inconsapevole, dovuto alla mancanza di un'adeguata informazione da parte  dei mezzi di divulgazione. Complice sul mercato, l'offerta a basso prezzo di occhiali contraffatti o regalati come gadget da alcune riviste o venduti da strutture commerciali estranee al mondo dell'ottica."

"Ecco perché - conclude il Presidente degli ottici veneziani - l'Assopto ha dato il suo convinto contributo alla pubblicazione di questo catalogo, perché i nostri ottici hanno a cuore non solo i loro affari, ma anche la salute dei loro clienti e la conoscenza alla base della scienza ottica. "

Allegato:
depliant mostra Pararse i oci nella Venezia del Settecento

14/09/2012


 
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