Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 30 Aprile 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

ECONOMIE TERRITORIALI

 .
 

INDAGINE CONFCOMMERCIO SULLE ECONOMIE TERRITORIALI

Situazione preoccupante che non accenna a migliorare. Tiene il terziario, ma le cose sono peggio di quello che sembrano ...

Nella nostra regione i livelli di valore aggiunto reale pro capite nel 2013 non torneranno alla dimensione del 2007, cioè prima della crisi. Mediamente, l'Italia ha perso un decimo della sua capacità pro capite di produzione rispetto al 2007. Ad affermarlo è il centro studi Confcommercio, che, rielaborando dati dell'Osservatorio Nazionale del Commercio, Istat e Movimprese, ha tracciato un quadro preciso della situazione delle economie territoriali del Paese e del loro andamento nel biennio che ci attende.

Il tasso di disoccupazione che si registra in Veneto (5%) è decisamente più basso rispetto alla media nazionale (8,4%); tra le province venete, tuttavia, Venezia registra assieme a Rovigo il dato più problematico, considerato che nella nostra provincia il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro è del 5,4%.

Per quanto riguarda i settori di occupazione, a Venezia è molto forte l'incidenza degli occupati nei servizi, che superano il 70% della composizione percentuale, a fronte di quanto accade in Italia (67,8%) e in Veneto (59,7%). Soprattutto nella nostra regione, ancora forte è la componente industriale, che si attesta sul 37% a fronte della media nazionale del 28,5% e di quella provinciale del 26,8%. In tutti i casi, la percentuale di occupati nell'agricoltura è largamente inferiore: soprattutto a Venezia, essa raggiunge appena il 2,5%.

Le previsioni di valore aggiunto territoriale, avanzate tenendo conto anche della variabile accessibilità delle province (che dipende anche dalla quantità e dalla qualità delle infrastrutture), evidenziano un indice di accessibilità nel Sud è un quarto circa rispetto al Nord-est. Le differenze territoriali nelle performance di crescita dipendono dalla dotazione di fattori di produzione e dal contesto più o meno efficiente che ne consente l'adeguato sfruttamento. In questo senso, la situazione provinciale e regionale si rivela decisamente più rosea rispetto ad altre aree del Paese. In ogni caso, l'andamento del valore aggiunto ai prezzi base in termini reali e quello dei consumi delle famiglie appaiono analoghi a livello provinciale, regionale e nazionale, e vanno nel senso di una drastica riduzione. In particolare, a Venezia il valore aggiunto a prezzi correnti per abitante è passato dai 15.164 euro del 2000 ai 19.177 euro attuali, mentre il valore dei consumi per abitante si attestava nel 2011 su 19.177 euro a fronte dei 15.164 euro di un decennio fa.

La nati-mortalità delle imprese del terziario, riferita all'andamento nel 2011 delle iscrizioni, delle cessazioni e del saldo delle sole imprese del terziario (totale commercio, commercio al dettaglio, servizi di alloggio e di ristorazione, altri servizi di mercato), evidenzia un saldo gravemente negativo a tutti i livelli territoriali. Nel dettaglio, se a Venezia il saldo del totale delle imprese è di segno leggermente positivo al contrario di quanto avviene a livello regionale e nazionale ove le imprese iscritte sono meno delle cessate, anche in Provincia il comparto terziario è in sofferenza, dal momento che il saldo è di -298 imprese del commercio (tra cui 193 sono dettaglianti), -162 imprese del turismo (alloggio e ristorazione) e -234 imprese dei servizi.

La struttura provinciale al 31 dicembre 2011 e l'evoluzione rispetto al 2010 dei canali della distribuzione commerciale evidenzia per il commercio al dettaglio in sede fissa (alimentare e non) una variazione in termini assoluti molto più ridotta rispetto a quanto non avvenga su scala nazionale e, in misura più contenuta, regionale. La contrazione interessa comunque gli esercizi della distribuzione commerciale di vicinato (negozi ed ambulanti); le tipologie della grande distribuzione (supermercato, ipermercato, grandi magazzini e grandi specializzati) registrano tutte variazioni positive ad ogni livello territoriale, ad eccezione del minimercato che in ambito regionale inizia ad essere meno diffuso.

Per quanto riguarda Venezia, il saldo negativo della piccola distribuzione riguarda soprattutto determinate tipologie di negozi, ed in particolare quelli che commercializzano pane, dolciumi, prodotti tessili ed articoli per la casa. In via generale, in provincia, è il settore food a soffrire maggiormente, forse perché più soggetto all'attacco della GDO. Identici gli andamenti a livello regionale, dove il dato sottolinea ulteriormente un momento di difficoltà anche per i rivenditori al dettaglio di carne e di frutta e verdura.

"Questi dati fanno riflettere - afferma Danilo De Nardi, Direttore Confcommercio Unione Venezia - soprattutto perché abbiamo la consapevolezza che le cose sono addirittura peggiori di quanto non sembri attenendosi ai numeri. Facendo riferimento ai soli negozi al dettaglio, metà di quelli che chiudono sono imprese tradizionali, strutturate, spesso di dimensioni apprezzabili, che il più delle volte vengono soppiantate con negozi transitori, generalmente in franchising, che si avvalgono di rapporti di lavoro necessariamente precari. Il profilo qualitativo dell'andamento delle imprese in provincia di Venezia è ancora peggiore di quello quantitativo, che pure non manca di destare preoccupazioni".

De Nardi conclude con un'osservazione: "Al di là della situazione contingente di oggi, ovvero il fatto che la crisi c'è e colpisce indistintamente ogni settore economico, è difficile non attribuire la responsabilità di questo stato di cose a chi ci ha governato sino ad oggi. Le cause della crisi del comparto del commercio vanno imputate in primo luogo a quanti hanno permesso il disfacimento di un apparato distributivo capillare e florido, di un sistema di negozi che dominava il tessuto urbano e che oggi è deteriorato, determinando altresì lo scempio delle nostre campagne".

07/08/2012


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole