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Siamo ufficialmente più poveri

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Signore e signori, siamo ufficialmente più poveri

Il completo rigorosamente nero, d'ordinanza, ce l'hanno, i funzionari della Banca d'Italia; presumiamo che, per par condicio, anche le signore, come il Vicedirettore Generale Anna Maria Tarantola, indossi un tailleur in armonica tinta con gli altri colleghi di Palazzo Koch.
Gramaglie adatte, senza dubbio, ad ufficializzare, a proclamare una verità che noi, oscuri mortali, ignoravamo da tempo.
Ebbene, sì, signore e signori, dal 2008 siamo più poveri, abbiamo meno soldi in tasca, spendiamo meno e, quel che è peggio per i soloni del credito, non risparmiamo più.
Ma ci rendiamo conto? E noi, sino ad oggi, a vivere tranquillamente, come se niente fosse, a fare persino gli schizzinosi tra i banchi del mercato, a rimanere in dieta per non nutrire gli inestetismi dell'età, a mangiare a casa piuttosto che al ristorante per far sentire a tutti che noi la Coca Cola ce la godiamo fino in fondo e in famiglia, a viaggiare meno per non stressarci, a chiedere persino la rateizzazione delle bollette per non ingolfare le cassiere delle Poste, a giocare al taccheggio al supermarket perché è bello alla fine sentirsi dire dal commesso, - scusi, lei non è su sconti a parte, la fetta di prosciutto oggi la deve pagare!...
A giocare alla roulette russa a al salto con l'elastico, perché quando il banco vince sempre, in qualche modo bisogna pur uscire da questo casinò (senza più accento) della vita.
Per fortuna, per fortuna che ce l'hanno detto: il reddito è diminuito, e non da oggi, dal 2008: ma ve ne rendete conto, da quattro anni! Da quattro anni le famiglie avrebbero dovuto diligentemente far quadrare i conti! Parola di Bankitalia, mica della signora Cecioni, mica del nonnetto Brambilla, o dell' (ex?) meccanico della fabbrichetta in chiusura di Quarto d'Altino!?
E noi a sfoderare il bamboccione trentenne, a casa, che faceva così trend, eccolo là, nel salotto, a far pandant, proprio stile vintage, con il nonno che non sapeva dove andare da quando gli hanno ridotto la pensione...Lui, povero, ha l'Alzheimer davvero, mica ha più la memoria e può fare come il suo vicino di casa, che prima di uscire si ricorda di rimettersi la benda per farsi vedere cieco... e tirare la pensione e l'accompagnamento.
Basta! Adesso che lo ha detto la Banca d'Italia, bisogna far sul serio: ha poco da lambiccarsi il ragionier Trilussa ha contare e ricontare i polli, mica ci ha il computerone della Banca d'Italia, lui.
Per fortuna che c'è chi ne sa qualche cosa di vita al tempo della crisi, gente che ha le soluzioni tecniche...
Come il caro vecchio Ettore Petrolini, che giustamente a domanda risponde, "Ma cos'è questa crisi? Cali fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli e vedrà... che la crisi finirà!, ma certo, così si fa: pare un dirigente della Banca Centrale Europea! Ma non è finita: la riforma del lavoro? Eccola qua: "Lascia stare il bevazzare cerchi un po' di lavorare e vedrà... che la crisi passeràà!!
E della medaglia che la Banca d'Italia ha appuntato sulle famiglie italiane, eh Signor Petrolini, e lei che ne fa? "Ed Io? Ed io me ne fregio"!
E forse ha pure ragione: "Rinunziate all'opinione della parte del leone e chissà... che la crisi passeràà!"

10/04/2012


 
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