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Controllori e controllati

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Controllori e controllati

Soprattutto controllati che fungono da capro espiatorio per i controllori, vittime sacrificali e contropartita sul piano sociale delle ampie levate di scudi e di indignazione che il Governo ha visto sollevare a seguito degli ingenti sforzi economici imposti al Paese. Con qualcuno bisognava pure prendersela per riacquistare consenso: chi meglio dei commercianti, da sempre additati come furbetti senza scrupoli? Pace fatta con la coscienza: basta dare la colpa della crisi economica che sta fagocitando tutto ad una categoria, additando i suoi rappresentanti come evasori, criminali, nemici della Cosa pubblica e del bene comune.
Ma chi ci può credere? Davvero gli Italiani non vedono quanta ipocrisia si cela dietro questi controlli condotti al limite del dirigismo, in uno Stato che sempre meno sa di democratico e sempre più di fiscale?
Poco importa sapere che gli imprenditori del commercio le imposte già le pagano, e pure salate, attraverso gli studi di settore. Intanto si getta benzina sul fuoco, si fa confusione, si interpretano le norme in maniera volutamente distorta e si scosta in tal modo l'attenzione dal problema principale.
In questa caccia alle streghe, intanto, trapela appena la notizia che Unicredit, a quanto dice l'Agenzia delle Entrate, avrebbe evaso da sola 245 milioni di imposte... La questione non fa notizia; o, forse, è meglio tacerla...
Come deliberatamente si tralascia di pubblicizzare i casi virtuosi, come quelli rilevati a seguito delle massicce ispezioni dei Carabinieri tra gli esercenti veneziani circa il rispetto della normativa del lavoro, che, a fronte di un consistente numero di controlli, hanno portato alla luce situazioni anomale di scarsissima entità.
Siamo noi a chiedervelo: aboliamo del tutto l'obbligo di emissione degli scontrini e troviamo strumenti di accertamento fiscale più moderni ed efficaci. E se davvero qualcuno non è nel giusto, che venga indagato e pure incriminato: ma a seguito di accertamenti veri e non di supposizioni presunte.
E basta, per favore, di additare una categoria di cittadini e lavoratori come unica responsabile del tracollo economico di un Paese.
Falsi problemi, vere bugie tutte italiane.

21/02/2012


 
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