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LEGISLAZIONE D'IMPRESA

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LEGISLAZIONE D'IMPRESA

Utilizzazione e commercializzazione delle acque minerali naturali

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 258 del 5-11-2011
il DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2011, n. 176 di attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali.
Il decreto legislativo che recepisce una direttiva europea sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali si occupa delle acque minerali , naturali e delle acque di sorgente.
Sono "acque minerali naturali", quelle acque che "provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari ed, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute" e che sono differenti o dalle normali acque potabili per alcune caratteristiche relative alla purezza e alla presenza di minerali e di oligominerali.
Sono "acque di sorgente" quelle "destinate al consumo umano, allo stato naturale e imbottigliate alla sorgente, che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengano da una sorgente con una o più emergenze naturali o perforate, le cui caratteristiche sono valutate sulla base di criteri geologici, organolettici, fisici, chimici, microbiologici".
La normativa prevede poi la procedura necessaria al riconoscimento di un'acqua minerale naturale o di sorgente attraverso apposita domanda del titolare di concessione o subconcessione mineraria, da inviare al Ministero della Salute con la documentazione necessaria a fornire indicazioni sulla caratteristiche dell'acqua.
L'utilizzo della sorgente è subordinato all'autorizzazione regionale che deve prima verificare se gli impianti siano stati realizzati in modo tale da escludere il pericolo di inquinamento e da conservare determinate proprietà dell'acqua.

Per quanto maggiormente può riguardare i settori rappresentati si evidenziano le seguenti disposizioni :

Articolo 11: fornisce indicazioni su alcune modalità di utilizzazione delle acque minerali.
E' vietato il trasporto dell'acqua minerale naturale a mezzo di recipienti che non siano quelli destinati al consumatore finale.
Il recipiente utilizzato per il condizionamento delle acque minerali naturali deve essere munito di un dispositivo di chiusura tale da evitare il pericolo di falsificazione, di contaminazione e di fuoriuscita. Il recipiente ed il dispositivo di chiusura devono essere conformi alla vigente normativa in materia di materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

Articolo 12: oltre a stabilire tutte le informazioni che devono essere obbligatoriamente apposte sull' etichettatura, prevede che l' etichetta possa riportare una designazione
commerciale diversa dalla denominazione dell'acqua minerale naturale,a condizione che:
a) la denominazione dell'acqua minerale naturale sia riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere piu' grande utilizzato per l'indicazione della designazione commerciale;
b) in caso di designazione commerciale diversa dalla denominazione del luogo di utilizzazione dell'acqua minerale naturale, quest'ultima sia riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere piu' grande utilizzato per l'indicazione della designazione commerciale;
c) la designazione commerciale non contenga nomi di località diverse da quella dove l'acqua minerale naturale viene utilizzata o che comunque inducano in errore circa il luogo di utilizzazione;
d) alla stessa acqua minerale non siano attribuite designazioni commerciali diverse.

Sono inoltre possibili sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali le seguenti indicazioni, se menzionate nel decreto di riconoscimento dell'acqua minerale naturale:
a) può avere effetti diuretici;
b) può avere effetti lassativi;
c) indicata per l'alimentazione dei lattanti;
d) indicata per la preparazione degli alimenti dei lattanti;
e) stimola la digestione o menzioni analoghe;
f) puo' favorire le funzioni epatobiliari o menzioni analoghe;
g) altre menzioni concernenti le proprieta' favorevoli alla salute dell'acqua minerale naturale, sempreche' dette menzioni non attribuiscano all'acqua minerale naturale proprieta' per la prevenzione, la cura e la guarigione di una malattia umana;
h) le eventuali indicazioni per l'uso.

Sono vietate affermazioni che abbiano scopo pubblicitario indicanti la superiorita' dell'acqua minerale naturale rispetto ad altre acque minerali.

Articoli 13 e 27 : gli articoli prevedono la possibilità di utilizzo rispettivamente delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente, per la preparazione di bevande analcoliche.

Articolo 15 : prevede che il Ministero della salute possa temporaneamente sospendere o limitare nel territorio nazionale la commercializzazione di acque minerali se ritenesse un'acqua minerale naturale non conforme alle disposizioni adottate in materia in sede comunitaria. Il Ministero ha l'obbligo di informare immediatamente la
Commissione europea e gli altri Stati membri, precisando i motivi della sospensione.

Articoli 16 e 17 : disciplinano la vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio delle acque minerali naturali, e l'applicabilità di alcune norme vigenti in materia di sostanze alimentari e delle bevande, quali il decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194, [1] per quanto concerne le modalita' da osservare per le denunce all'autorita', nonché le norme vigenti in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.

La vigilanza sulla utilizzazione, e sul commercio delle acque minerali naturali e' esercitata dagli organi delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, competenti secondo i rispettivi ordinamenti, dai comuni o loro consorzi, attraverso le unita' sanitarie locali.
In qualsiasi momento possono essere effettuate ispezioni e prelievi di campioni in qualunque parte degli impianti di utilizzazione, nei depositi e nei luoghi ove si vendono o si distribuiscono per il consumo le acque minerali naturali.
In caso di irregolarita' , salva l'adozione di provvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica, informano i competenti organi della propria regione che provvedono alla diffida del titolare dell'autorizzazione ad eliminare le cause di irregolarita'.
Trascorso invano il termine fissato per l'eliminazione delle cause di irregolarita', l'autorizzazione puo' essere sospesa o, nei casi piu' gravi, revocata.

Articolo 18: vieta che le acque potabili condizionate poste in commercio e quelle sottoposte alle procedure di filtraggio e somministrate presso gli esercizi di ristorazione, evidenzino - sia sulle confezioni, sulle apparecchiature o sulle etichette, sia nella pubblicita', sotto qualsiasi forma - indicazioni, denominazioni, marchi di fabbrica o di commercio, immagini o altri segni, figurativi o meno, che possano ingenerare confusione con le acque minerali naturalie' in particolare e' vietata, per tali acque, la dicitura: «acqua minerale».

Articolo 19: l'articolo regolamenta le modalità di pubblicità delle acque:
• vietando il riferimento a caratteristiche o proprieta' che l'acqua minerale naturale non possegga;
• sottoponendo la pubblicità alla preventiva approvazione del Ministero della salute limitatamente alle menzioni relative alle proprieta' favorevoli alla salute, e vietando le indicazioni che attribuiscono ad un'acqua minerale naturale proprieta' per la prevenzione, la cura o la guarigione di una malattia umana;
• vietando espressioni o segni che possano indurre in errore il consumatore circa il nome della sorgente o il luogo della sua utilizzazione qualora le acque minerali naturali siano poste in vendita, con una designazione commerciale diversa dal nome della sorgente o del suo luogo di utilizzazione.

Articolo 25: riguarda le modalità di utilizzo delle "acque di sorgente":
• che non possono essere trasportate con recipienti che non siano quelli destinati al consumatore;
• che per il condizionamento delle acque di sorgente il recipiente deve essere munito di un dispositivo di chiusura tale da evitare il pericolo di falsificazione, di contaminazione e di fuoriuscita;
• che il recipiente ed il dispositivo di chiusura devono essere conformi alla vigente normativa in materia di materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

Articolo 26: tratta dell'etichettatura delle acque di sorgente, specificando le informazioni obbligatorie da apporre, nonché i caratteri con cui riportare l'indicazione la designazione commerciale, in analogia con quanto stabilito per le acque minerali naturali dal precedente articolo 12.

Articoli 29, 30 e 31 : così come l'articolo 24 faceva per le "acque minerali naturali", questi articoli ricalcano analoghe disposizioni relativamente alla vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio delle acque di sorgente, all'applicabilita' delle norme di cui al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194 e di quelle vigenti in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande; e sulla pubblicità.

Articolo 33: dispone sanzioni amministrative pecuniarie da applicare nei seguenti casi:
a) da 52.000 euro a 110.000 euro chiunque faccia uso di una sorgente d'acqua minerale naturale riconosciuta (vedi articolo 5 decreto in oggetto) , senza l'autorizzazione regionale (articolo 6); alla stessa sanzione e' soggetto chi, privo di autorizzazione,imbottigli o metta in vendita acqua minerale naturale;
b) da 52.000 euro a 110.000 euro chiunque immetta in commercio un'acqua di sorgente riconosciuta (art. 21 del decreto ) in assenza dell'autorizzazione regionale (articolo 22);
c) da 52.000 euro a 110.000 euro chiunque importi un'acqua minerale naturale o un'acqua di sorgente in assenza delle condizioni previste dall'articolo 14 del decreto;
d) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque contravviene agli obblighi previsti per l'etichettatura delle acque minerali naturali (articolo 12, commi 1, 5 e 6);
e) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque contravviene agli obblighi previsti per l'etichettatura delle acque di sorgente (articolo 26, commi 1 e 3);
f) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque non osserva il divieto previsto dall'articolo 8, comma 4, per l'acqua minerale naturale ed il divieto di cui all'articolo 24, comma 3, per l'acqua di sorgente (trattamenti di potabilizzazione, aggiunta di sostanze battericide o
batteriostatiche e qualsiasi altro trattamento suscettibile di modificare il microbismo dell'acqua minerale naturale o di sorgente);
g) da 38.000 euro a 90.000 euro a chiunque pone in commercio acque potabili condizionate e/o sottoposte alle procedure di filtraggio e somministrate presso gli esercizi di ristorazione, che riportino sulle confezioni, sulle apparecchiature o sulle etichette, sia nella pubblicita', sotto indicazioni, denominazioni, marchi di fabbrica o di commercio, immagini o altri segni, figurativi o meno, che possano ingenerare confusione con le acque minerali naturali; in particolare e' vietata, per tali acque, la dicitura: «acqua minerale».
h) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque non osservi i divieti previsti in tema di pubblicita' ( articolo 19, commi 1, 3 e 4);
alla stessa sanzione pecuniaria e' soggetto chi effettua pubblicita' di acque minerali naturali senza la preventiva approvazione del Ministero della salute. (articolo 19, comma 2).

15/11/2011


 
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