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MANOVRA CORRETTIVA

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MANOVRA CORRETTIVA

Riduzione della soglia del contante a 500 curo

Lo shopping di Natale sarà tracciato. Gli acquisti per le prossime festività saranno il primo banco di prova per la nuova soglia di utilizzo del contante.
La direzione è stata indicata dal premier Mario Monti nel discorso in Parlamento, che ha parlato espressamente di abbassare l'attuale soglia di 2.500 euro (introdotta dalla manovra di Ferragosto) e favorire un maggior uso della moneta elettronica in ottica di contrasto al sommerso e all'evasione fiscale.
Il passaggio dalle parole ai fatti potrebbe essere molto breve.
Il Governo sta studiando come rimodellare il limite: l'alternativa, a meno di clamorose sorprese, è tra 300 e 500 euro.
Ma soprattutto la misura è destinata a entrare subito nella manovra correttiva cui sta lavorando il presidente del Consiglio e quindi diventare operativa già prima di Natale.
Soprattutto per le spese medio-grandi la moneta elettronica diventerà un must per evitare di incappare nella segnalazione antiriciclaggio.
Una sorta di vero e proprio shock alle abitudini di pagamento del nostro Paese.
Nonostante un aumento delle transazioni nei negozi con carte di credito e bancomat (nel 2010 le "strisciate" sono state 1,6 miliardi, in crescita del 3% rispetto all'anno prima), il confronto con il resto d'Europa mostra una certa diffidenza nell'abbandonare la moneta.
Abitudine che rappresenta anche un costo sociale: uno studio dell'Abi (citato anche nella relazione finale del gruppo di lavoro sul sommerso guidato dal presidente Istat, Enrico Giovannini) mostra come esista una relazione tra basso utilizzo di Bancomat e credit card e diffusione del "nero",a tal punto che incentivando questi strumenti si potrebbero sottrarre dall'economia illegale e non dichiarata al fisco fino a 3 punti di PiL.
Si spiega, così, l'intenzione del Governo di accelerare sulla strada della tracciabilità.
In settimana, anche Attilio Befera si è detto d'accordo sull'ipotesi, sottolineando però l'esigenza di intervenire anche sul fronte delle commissioni bancarie applicate alle carte di pagamento.
Un nodo evidenziato anche dalle associazioni di categoria della distribuzione e degli esercenti.
Pur non esistendo statistiche ufficiali a disposizione, si può stimare che il costo medio sopportato dalle imprese del settore si aggiri sull'1,5% dei pagamenti effettuati dai clienti con moneta elettronica (anche se le commissioni sono diverse a seconda di carte di credito e bancomat, e possono variare a seconda di tipologie di esercizi e di volumi).
Il sole 24 ore - 28 novembre 2011 - M. Mobili, G. Parente - pag. 7

29/11/2011


 
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