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un disegno di legge per vietarne la commercializzazione

Il Governo procede il proprio cammino per la messa al bando delle borse non biodegradabili: il Consiglio dei Ministri, infatti, il 3 agosto 2011 scoro, ha approvato, anche se per ora solo in via preliminare, uno schema di disegno di legge volto alla definizione del campo di applicazione del divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l'asporto.
Il divieto, come si ricorderà, era già stato introdotto con l'art. 1 comma 1130 della legge 26 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria 2007) ed è stato oggetto di successive proroghe sino al 31 dicembre 2010.
Con la nuova proposta normativa, il Governo tiene a precisare che la normativa di riferimento per l'individuazione dei sacchetti commercializzabili è rappresentata dalla norma armonizzata UNI EN 13432:2002 del Comitato europeo di normazione.
Inoltre viene stabilito che sono esclusi dal divieto i sacchi per l'asporto delle merci aventi uno spessore superiore a 400 micron e dotati di caratteristiche tecniche e costruttive che favoriscano il loro riutilizzo e che abbiano un loro autonomo valore economico.
Per quanto concerne le violazioni al divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili, viene proposta l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.550 a 25.000 euro, aumentabile sino al quadruplo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti (ma su cosa si intenda per ingenti non vi è alcuna precisazione quantitativa) di sacchi per l'asporto. All'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa.
Sarà comunque oggetto di un apposito e successivo decreto del Ministero dell'Ambiente, di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico, la definizione delle modalità e dei contenuti delle informazioni che i produttori dei sacchetti dovranno fornire per la gestione del relativo ciclo dei rifiuti.
Per il momento comunque è opportuno precisare che lo schema di legge proposto dal Governo è al vaglio della Conferenza Stato Regioni alla quale spetta per legge esprimere un parere preventivo.
Nelle prossime settimane avremo comunque modo di ritornare sull'argomento, per aggiornarvi sugli sviluppi dell'iter legislativo della proposta.

14/09/2011


 
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