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L'Auto?

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L'Auto?

A luglio rimane ferma...

Dati in continua frenata per l'auto: secondo i dati del mese di luglio, riportati dal Ministero dei trasporti e relativi alle immatricolazioni, rispetto allo stesso mese dell'anno scorso la contrazione ha segnato un ulteriore -10%. Nel luglio 2010, rispetto all'analogo periodo del 2009, la flessione era già stata ragguardevole: -26%.
Non vi è dubbio che è proprio il settore dell'auto a risentire in maniera immediata e massiccia degli effetti deleteri della crisi, ai quali vanno aggiunti gli aumenti delle compenti quali i carburanti, l'assicurazione, i pedaggi autostradali, il bollo auto e la manutenzione in generale.
Dati preoccupanti, soprattutto se si pensa che il cmparto auto, da solo, incide per il 12% sulla realizzazione del PIL, mobilitando complessivamente, in tutta la filiera, circa 1 milione e 600 mila addetti.
Il calo continuo delle immatricolazioni dovrebbe oramai far propendere per una stima davvero pessimistica per il 2011, raggiungendo a malapena 1.800.000 immatricolazioni rispetto alle 1.960.000.
Secondo Gianni Filipponi, direttore generale dell'Unrae, il mercato dell'auto è tornato "al livello piu' basso dal lontano 1983, quando furono vendute 127.193 vetture. basti pensare che durante la profonda crisi degli anni 1993-1996, il mese di luglio non si è mai posizionato su livelli così bassi".
Nel primo semestre 2011 Secondo il Centro Studi Unrae, il volume d'affari del comparto è passato dai 14,2 miliardi di euro dello stesso periodo del 2010 ai 12 attuali,
L'andamento degli ordini acquisiti, inoltre, secondo le prime rilevazioni di Unrae e Anfia, ha registrato nel mese un calo del 5% - sul già basso livello dello scorso anno - con circa 123.000 contratti. Un portafoglio ordine, quindi, sempre più risicato.
Sempre in luglio, i privati hanno registrato -14,3%, scendendo al 65,7% di quota di mercato, mentre in lieve aumento le società che si ricollocano al 19,4% del totale.Stabile, sempre in ragione d'anno, il noleggio (14,9%). Si vendono sempre più autoveicoli (56,3% del totale), a fronte di una stabilità delle auto a benzina (38,2%). Debole e poco sensibile agli incentivi, per il momento, la trazione mista o elettrica.

02/08/2011


 
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