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EPIDEMIA E-COLI

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EPIDEMIA E-COLI

Per Fida-Confcommercio un falso allarmismo che genera infondate preoccupazioni

In questi giorni, tutti abbiamo appreso dagli organi di informazione, la notizia relativa alla presenza, in alcuni alimenti, del cosiddetto batterio killer E-Coli. Notizia che ha generato infondato panico nell'opinione pubblica.

<< Dato che si parla di salute - dice Dino Abbascià, Presidente Fida Confcommercio - non è mia intenzione perdermi in inutili speculazioni da caccia alle streghe, ma intendo rassicurare tutti i consumatori sulla bontà del prodotto che si trova sugli scaffali degli esercizi commerciali che fanno parte del circuito del commercio al dettaglio, per due motivi.
Il primo è che, ad oggi, nessuno, con certezza, può affermare che il batterio killer si trovi in questo o in quell'alimento, men che meno nell'ambito della produzione agroalimentare nazionale, commercializzata essenzialmente nell'ambito dei Mercati Generali, super controllati dalla Polizia Annonaria.
Il secondo è che lo stesso Ministro della Salute, Onorevole Fazio, ha precisato, come doveroso, che la frutta e la verdura, venduta in Italia, non è assolutamente a rischio. Basta, infatti, adottare le normali procedure, lavando accuratamente il prodotto, per evitare qualsiasi rischio.

Va da sé - ricorda il Presidente dei dettaglianti alimentari di Confcommercio - che lavare frutta e verdura non è una pratica figlia di questa situazione d'ingiustificata emergenza, ma azione meccanica e normale per chiunque decida di consumare tali prodotti, da sempre.

Per scongiurare, quindi, che l'infondato allarmismo diventi una catastrofe parimenti infondata, anche per i consumi e, quindi, per il sistema del commercio agroalimentare nazionale, ribadisco - conclude Abbascià - che, il consumo di frutta e verdura in Italia non è sotto lo scacco del "pericolo da batterio killer" e che, la produzione agroalimentare italiana, esitata attraverso il circuito del commerco al dettaglio, è sicura, ed assolutamente controllata.

Raccomando, da ultimo, prudenza, e sottolineo prudenza, agli organi di stampa, affinché una notizia che riguarda la salute pubblica, non si trasformi in un cataclisma mediatico, dannoso, sia per il commercio, che, ad oggi, sta ingiustamente già "pagando" questo "falso allarmismo", sia per l'opinione pubblica, che ripone fiducia, negli organi di informazione. >>

10/06/2011


 
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