Questo sito � stato realizzato con tecnologia Flash 7.0.
Se non visualizzi correttamente il filmato scarica il flash player
Oggi � il 26 Aprile 2017 | Mappa del Sito  MAPPA DEL SITO  |  Gallery  FOTOGALLERY |  Link Utili  LINK UTILI
ASSOCIAZIONE   SERVIZI   FORMAZIONE   AREA RISERVATA   COMUNICAZIONE    CONTATTI  
Argomenti


Ricerca nel Sito
Inserisci un termine di ricerca
 
 .

Confcommercio incontra il Patriarca

 .
 


Confcommercio incontra

il Patriarca di Venezia

Il Presidente Massimo Albonetti presenta lo scenario del mondo economico cittadino, le problematiche,  ma anche le prospettive di crescita sul presente e sul futuro della Città.

Riportiamo i passaggi salienti dell’intervento del Presidente di Confcommercio Unione Venezia, Ing. Massimo Albonetti, in occasione dell’incontro dedicato al mondo del lavoro dal Patriarca di Venezia S. Em. Cardinal Angelo Scola in occasione della recente visita pastorale a Mestre.

Il mondo economico di Mestre accoglie il Patriarca come momento di riflessione sulla propria responsabilità, sulla volontà di dare soluzioni alle richieste di identità, di futuro e di progettualità di una Mestre fattasi realtà urbana complessa e contraddittoria. Una responsabilità fatta di azioni che integri Mestre sempre più al resto del Comune e alla realtà oramai globale in cui vivono le sue strade.
Molte le proposte. E tra numerose scelte, in campo urbanistico, politico, economico, molte che sono apparse di per sé lecite.
Ma non tutte sono state davvero utili per la città.
Mestre e i suoi ultimi vent’anni, quanti sono serviti ad una generazione per poter oggi aspirare legittimamente a svolgere un ruolo proattivo sui destini di questa comunità. In vent’anni Mestre è cresciuta come il figlio di mezzo di una famiglia, il Comune di Venezia, accanto ad una Grande Madre nobile, Venezia Centro storico, e ad un fratello più vecchio, operaio, tutto lavoro duro, famiglia e sacrifici, Marghera.
Mestre, il giovane che non ha voluto vivere di rendita, ma neanche lavorare in fabbrica, ma piuttosto studiare e laurearsi, e che ora è alla ricerca di una vocazione che stenta ad identificare. Mestre, il fratello “studiato”, intellettuale, che ora, si dà al Terziario, all’economia delle idee, delle relazioni, dell’innovazione.

Se Mestre è un “luogo urbano” allora per delineare il suo futuro dovrà saper rispondere, parafrasando il sociologo Richard Florida, a tre domande, semplici ma strategiche:
“Cosa c’è, chi c’è e che cosa succede” in questa realtà Urbana?

L’identità della Città è mutata. Il commercio nelle vie storiche di Mestre è connotato da un mutamento antropologico complessivoe non solo etnico, come erroneamente si crede  - estraneo alle rassicuranti certezze della “cultura nostrana”.

Persino la finanza appare ancora un’attività lontana eppure oramai indispensabile alla Città.
Il meticciato culturale che Lei, Eminenza, ha descritto come lo sfondo della nostra società, trova il suo senario naturale anche a Mestre. Un laboratorio, dove l’esperienza dei Mestrini e degli ospiti diviene sperimentazione, forzata o tollerata.
Riuscirà Mestre - questo è compito anche delle  categorie economiche — a far dialogare sul terreno della cultura economica, delle sue regole e delle sue prospettive le diverse identità che in città risiedono e fanno business?
Come, allora, identificare il “Luogo Mestre”, ovvero lo spazio ottimale  di questo dialogo?
Dialogo e Mediazione, infatti, hanno la necessità di una casa comune, credibile, accessibile e trasparente.

Hanno bisogno di una dimensione naturale, non di poli aggregativi commerciali prima che umani.
Bisogna fare attenzione a non scambiare spazi artificiali,  “il Non-Luogo”, il centro polifunzionale, la piazza virtuale tutta luci e colori e fuori porta, per “Il Luogo”, la Città.

Ci inquieta il Documento Preliminare al  Piano Territoriale Regionale di Coordinamento della Regione Veneto dove i parchi commerciali sono valorizzati per il ruolo di “piazze di socializzazione del Terzo Veneto”.
Centri di socializzazione che, in nome di non precisate “sorti magnifiche e progressive” del “negotium innovativo” finiscono per misconoscere i nostri centri Storici. In nome di che cosa?
Di un Centro A-storico “all inclusive”, dove il sincretismo e la superficialità soffocano il dialogo per non affrontarlo.
Ma un Centro Astorico è di per sé stesso, per logica un Non- Luogo.

La risposta a questa aberrazione ottica, a questo disorientamento che porta il cittadino fuori dalla città, verso i “Non Luoghi”, non può che consistere in una tensione progettuale che deve vedere le nostre realtà economiche e professionali in primo piano.
E con un obiettivo per Mestre: produrre un’identità estetica.
E non mi riferisco solo all’urbanistica.
Ma ad un’ estetica della persona, prima di tutto, del suo pensiero e del sentimento che crea l’estetica della relazione umana. Un’estetica del commercio, delle professioni, della solidarietà e del sociale.
Percepire come “bello” l’essere insieme e il “fare insieme” è l’essenza della civitas nel suo senso più ampio e identifica “Il Luogo” rispetto ad un anonimo spazio urbano.
Pensiero ed Esperienza della relazione umana, semplice e complessa al contempo: sono i soggetti  che creano e rinnovano continuamente lo spazio fisico della città, plasmano relazioni, stimolano discussioni e dissolvono i luoghi comuni e le credenze ostili su tutti i temi, anche quelli religiosi.
Mestre solo ora percepisce la sua potenzialità: ereditare in parte, ma senza snaturare, molte funzioni storiche di Venezia e, grazie alla sua polarità terziaria, diventare una realtà altra e complementare e non una “realtà contro” il centro storico. Mestre è diventata soprattutto una città Inter —Nazionale.
Qui sperimentiamo la divisione internazionale del lavoro che non è un concetto transnazionale ma un concetto trasversale proprio dell’economia interna metropolitana.

Le “Nationes” sono rappresentate da provenienze e aspettative diverse (i cingalesi della Fincantieri, i cinesi del commercio cittadino, i lavoratori africani nelle imprese manifatturiere, i bosniaci delle imprese edili e solo per esemplificare).  I rischi nel non comprendere e nel non saper governare questo contesto?
Il sincretismo, semplice, ma sterile e appena funzionale al quieto vivere.
Peggio il gusto per l’esotismo.
Ancor di più, esiziale: la ghettizzazione.
La reazione della  città?
La paura, al più la contestazione.

Le attività del terziario, commercio, finanza, logistica — penso a Marghera, “fratello” che guarda con coerenza ma non senza disincanto, alla propria riqualificazione — possono fare di questo Comunità un Emporion nel senso urbanistico e antropologico definito dal termine greco classico. Una realtà che  attrae conoscenze, individualità, comunità e culture grazie alle proprie attività economiche, grazie al lavor, al negotium.
Emporioncome luogo fortemente identificato da ciò che vi è, da chi vi vive e da ciò che si fa in relazione ad altri territori.
Emporion con una funzionemodellatrice e mediatrice tra le  componenti culturali, che sfrutti le potenzialità del meticciato culturale per dare una forma mentis et urbis in grado di competere cioè di cercare insieme ad altre realtà urbane del Mediterraneo di realizzare una rete di conoscenze, di culture.

Di essere dunque glocale: una forte identità propria che interagisce con e non subisce il globale.
L’auspicio, Eminenza, è che proprio come un Emporion classico anche Mestre, Venezia e Marghera diventino il terreno fertile dei grandi valori universali della pace, della cultura, del confronto tra le idee.

Non sono state proprio le città, piccole e grandi, animate dal commercio e dai flussi delle diverse “nationes” e le meno omologate alla globalità dell’Impero Romano, insomma gli Emporion appunto, ad essere più sensibili e disponibili ad accogliere, a verificare e a vivere la Buona Novella?

Massimo Albonetti

23/11/2007


 
 .  .

Homepage Contattaci Mappa del Sito Copyright � 2000 / 2012 - Confcommercio Unione Venezia - C.F. 80012160273
Tel. 041.5310988 | E-MAIL: unione@confcom.it

CREDITS | PRIVACY
Ascom Chioggia Ascom Cavarzere - Cona Ascom Riviera del Brenta Ascom Marghera Ascom Mestre Ascom mirano Ascom Basso Piave Ascom Portogruaro Ascom Venezia e Isole