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Olimpiadi: Lupa - Leone 1-0

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Olimpiadi: Lupa - Leone 1-0

Bene: sconfitti ma liberi

Ho atteso qualche giorno che si decantasse la comprensibile e sana rabbia del tifoso, ma adesso, qualche sassolino dalla scarpa da ginnastica vorrei proprio togliermelo...
Arrivederci, Venezia... Good bye, good bye, au revoir... servirebbe tutta la malinconica ironia di Renato Rascel per descrivere lo stato d'animo di chi in Olimpiadi Venezia 2020 ci aveva creduto ed oggi scopre che Roma, ancora una volta, è caput mundi - o meglio, come scritto in un memorabile cartello che celebrava la vittoria di un altro evento sportivo, dello scudetto dei figli di Scipio, - caput de mundi. La Lupa contro il Leone, 1 a 0.
Er Colosseo contro San Marco... Er Cupolone contro la Salute e poi vuoi mettere, la Garbatella con Ca Emiliani, la Marghera Città Giardino di Volpi e Tessera con il suo aeroporto con Parco Leonardo, la Magliana e fiumicino, l'Eur con Corso del Popolo e la Mestre degli Anni ruggenti?
Il verdetto è netto anzi, littorio: Roma, è la candidata italiana ad ospitare - ma il bello è "ad organizzare" - le Olimpiadi del 2020.
Mio nonno una saggia battuta l'ha già fatta: "Chi vivrà vedrà".... Come dargli torto
Non fosse altro per il fatto che da qui al 2020 di candidate più o meno blasonate ce ne sono in giro per il mondo.
Fin qui il clima da tifo, il derby dell'Italia che sa fare sistema - forse, al totocalcio - ma è anche dialettica - mors tua, vita mea: è il motto dei federalisti sempre meno veneti e sempre più laziali - dell'Italia che sa promuoversi all'estero come una grande nazione, ma anche come un Paese dei molti campanili, delle peculiarità artistiche ed architettoniche, l'Italia che celebra la sua Unità, dopo 160 anni, ma è anche la poliedrica ricchezza delle sue Regioni e dei suoi Governatori.
Salvo poi scoprire che il Governatore, - di quelli veri, però - di una possibile candidata, la California, comanda su una regione grande più dell'Italia.
E allora? Allegria! Venezia ha ritrovato di colpo un altro splendido alibi, un'altra opportunità da non perdere è stata colta: possiamo non fare! Contrordine compagni: e che mica possiamo migliorare la nostra Città: le Olimpiadi, come l'Expo non si faranno. Ci hanno tolto ogni ragione per rifare - e bene - la città.
Però... Però siamo liberi. Liberi di non fare più per forza quelle immense cubature che avrebbero dovuto ospitare le oceaniche folle di spettatori e di clienti che per qualche settimana -bontà loro - avrebbero dovuto fare shopping in quella che erano quattro campi a Tessera e non una distesa desertica a Dubai; liberi di costruire una serie di infrastrutture "su misura" per flussi reali e non estemporanei, liberi di non instupidire ma di stupire il mondo, come del resto sa fare da oltre mille anni Venezia e il suo territorio.
Liberi di ripensare le vere emergenze del territorio, di riconvertire non per un evento ma per una sere di generazioni di veneziani - DOC o non DOC, poco importa - le tante aree produttive dismesse, liberi di creare non scatoloni per dormire, ma per migliorare hotel e ristoranti per accogliere; liberi di porci un orizzonte temporale più breve dei 18 anni per non compiere più errori su questo territorio; liberi di non speculare sulle aree e sulle opere edili faraoniche ma piuttosto di curare gli aspetti estetici dei nostri centri storici; liberi di correre, saltare, nuotare, insomma di vivere Venezia, la sua terraferma e il circostante territorio nel miglior modo possibile e di farlo vivere a chi, su questo territorio, vuole trascorrere qualche momento e vivere un'esperienza intensa... senza record e senza cronometri, senza gadgets e senza telecamere, ma anche senza relitti di cemento armato o senza opere incompiute.
Ma le Olimpiadi sarebbero state una grande opportunità, una grande occasione...
Proprio le caratteristiche delle candidature olimpioniche e delle esposizioni universali hanno dimostrato che pensare di crescere sull'estemporaneo è un madornale errore di approccio.
La vittoria di una candidatura sta invece nel riconoscimento internazionale dei risultati raggiunti, della dignità acquisita compiendo autonomamente delle realizzazioni.
Izmir, l'antica Smirne, in Turchia si era candidata per l'Expo del 2015, ma è stata sconfitta da Milano. Risultato? A Milano si sta cercando di partire ora, a Smirne il Sindaco ha voluto comunque andare avanti e le opere previste per l'Expo, già in gran parte realizzate, saranno comunque compiute entro il 2014...
Dimenticavo, per la cronaca, avrei già previsto, con l'aiuto di Nostradamus, chi vincerà la candidatura per le Olimpiadi del 2020... non ve lo dico, la lettera sigillata l'aprirò il giorno dopo la proclamazione da parte del Comitato Olimpico Internazionale.
Ma un aiuto ve lo vorrei dare... per Venezia e per Roma, se il vaticinio sarà centrato, sarà di che masticare amaro perché la vincitrice.... sarebbe una vecchia signora tutt'altro che sconosciuta alle due "comPaesane" rivali!

09/06/2010


 
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