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Studi di Settore

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Studi di Settore ...

Diritto contro Statistica ... 1 a 0!

Di tanto in tanto ci piace occuparci anche di argomenti forse meno "frizzanti" ma più tecnici. Ma questa volta sembra sia proprio opportuno, non fosse altro che si parla nientemeno che di studi di settore e di come, in iure veritas, la Corte di Cassazione, abbia raccolto - e rinviato con tanto di amplificazione - un ulteriore segnale al fatto che spesso la legge è insensibile alla realtà mentre è lo spirito del buon senso e delle effettive verifiche che la vivifica.

Incominciamo intanto a dire che la Suprema Corte ha sempre ribadito che gli studi di settore ed i parametri hanno una natura di presunzione semplice non di verità statistica rivelata: Trilussa e il suo pollo, docent...
Infatti la prova della verità non sta nel verificare di per se stessa la congruità ma piuttosto nell'attento esito di un contraddittorio senza il quale, appunto, persino l'accertamento sarebbe nullo.
E, risparmiandovi tutta l'epica storia fiscale che ha condotto la Suprema Corte ad elaborare la sensata sentenza, eccoci alle dirette conseguenze, ovvero alla circolare dell'Agenzia delle Entrate che invita i propri uffici ad un riesame delle controversie pendenti relativi agli studi di settore e a conformarsi alla buona prassi della verifica evidenziata dalla Cassazione.
Insomma ben venga dunque la giurisprudenza che legittima la correzione, in contraddittorio con il contribuente, per avere una reale e non aberrata fotografia della realtà economica della singola impresa e in quella specifica località.
Se a questo uniamo le numerose "incursioni" - per altro di successo - che le diverse categorie e la stessa Confcommercio Imprese per l'Italia, hanno fatto in questi mesi riportando il successo di una adeguata prima revisione dei parametri di congruità e coerenza, possiamo dire che il muro che impediva una maggior attenzione alla territorialità e alle specificità locali - spesso persino stagionali, come evidenziato e riscontrato dalla stessa Agenzia delle Entrate nelle località balneari o montane - può dirsi almeno scalfito.
Ora però bisogna continuare e su questo le diverse categorie del commercio, del turismo e dei servizi, in particolare quelli più sensibili e.... inqualificabili per le loro caratteristiche e la loro velocità di cambiamento.
In fin dei conti più che lo studio di un settore c'è bisogno di uno strumento per rilanciare questo o quel settore che in questo periodo difficile di negativa congiuntura economica e di pressione fiscale a tutto sembra congruo e coerente fuorché a contrastare la perdita di competitività e la mancata capacità di investire.

19/04/2010


 
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